Libro: The Third Ear

by Davide Petilli on July 9, 2010

Esistono molti libri sull’apprendimento delle lingue. Oggi vorrei segnalare questo “The Third Ear” di Chris Lonsdale.
Chris Lonsdale sa parlare fluentemente diverse lingue, tra le quali il cinese cantonese e il mandarino, entrambe considerate molto difficili.

Nel libro Lonsdale racconta la sua avventura nell’apprendimento delle lingue e, capitolo per capitolo, descrive i suoi metodi e i suoi trucchi.

Il racconto parte nel più classico dei modi: a scuola, studiando la grammatica, non arrivava da nessuna parte; successivamente ha elaborato il suo metodo che gli ha permesso di imparare a parlare fluentemente il cinese e altre lingue.

Generalmente i metodi presentati nei libri sull’apprendimento delle lingue non mi piacciono. Questi libri sono quasi sempre basati su metodi “tradizionali” con qualche modifica: segui il tuo libro di testo ma ottimizza lo studio così…

Questo libro invece è diverso. Pur non essendo il metodo “perfetto” (che per me si avvicina ad AJATT), è certamente quello che meglio abbraccia il concetto di acquisizione naturale dell lingue.

Nel metodo elaborato da Lonsdale, lo studio della grammatica occupa un ruolo marginale. La caratteristica principale del metodo, manco a dirlo, è l’immersione nella lingua.

L’approccio è fondamentalmente basato sul notare i sentence pattern di una lingua e farli propri. Lonsdale sostiene, a ragione, che una lingua sia un insieme finito di sentence pattern che vanno semplicemente acquisiti.

Lonsdale inizia con la definizione di audibol, un termine da lui inventato per definire un concetto fondamentale nell’acquisizione delle lingue: una parola è composta da un una componente sonora e da un significato. Mentre il significato è comune per tutte le lingue, la parte sonora non lo è. Lonsdale ha dato un nome a questa parte sonora: audibol.

Chiaramente nel libro è tutto spiegato meglio, ma questo concetto e fondamentale per capire l’approccio intelligente di questo libro. Lonsdale non raccomanda mai di tradurre, bensì di imparare gli audibol. In pratica raccomanda di associare i suoni della nuova lingua ai concetti e non perdere tempo a imparare le parole.

Diciamo che questo punto ha molto a che fare con il tanto amato AJATT.

Secondo Lonsdale, l’apprendimento delle lingue avviene per lo più in maniera orale e successivamente si studia la scrittura. Il tutto è basato, come ho già detto, sull’acquisizione dei sentence pattern.

Come in AJATT, anche qui dovremo immergerci nell’ascolto, ma non in maniera passiva. Lonsdale raccomanda di ascoltare con attenzione. Dopo ore di ascolto, il nostro cervello inizierà a notare dei suoni che si ripetono. Questi sono i sentence pattern.

Man mano che li notiamo, dobbiamo impararli e lasciare che il nostro cervello faccia il lavoro di pattern matching.

Questa per me è acquisizione naturale delle lingue!

Nel libro ci sono poche spiegazioni su come mettere tutto in pratica. Diciamo che è un manuale di teoria. So che l’autore è in procinto di pubblicare un secondo volume dedicato alla pratica.

Benché non condivida tutto di questo libro, mi sento di consigliarne la lettura perché molto stimolante. The Third Ear è una piccola perla nel panorama, purtroppo modesto, dei manuali dedicati allo studio delle lingue.

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