In questo blog ho sempre parlato in maniera piuttosto “latente” della motivazone, un concetto fondamentale nell’acquisizione di una nuova lingua.
AJATT gravita proprio attorno al restare sempre motivati, infatti seguendo il metodo si acquisisce la lingua svolgendo le attività che più sono gradite nella lingua target (L2). Anche Steven Krashen pone l’enfasi sull’interesse che è necessario avere nel materiale che si utilizza come input. Insomma, sembra abbastanza logico che l’essere motivati aiuti nell’acquisizione di L2 (come del resto in qualsiasi cosa).
Tuttavia la motivazione va oltre il semplice interesse nel materiale che si utilizza ed abbraccia tutta la sfera della nostra vita sociale e personale. Capire in che modo la motivazione influenza l’acquisizione di una seconda lingua può aiutarci a migliorare il nostro metodo di studio e raggiungere più alti livelli di competenza linguistica.
Mi sono imbattuto in un interessante articolo presente su The Internet TESL Journal intitolato proprio “Motivation as a Contributing Factor in Second Language Acquisition“. Nell’articolo l’autrice analizza i risultati degli studi di Gardner e il suo Socio-Educational Model.
Gardner parte dall’idea che il successo di un bambino nell’acquisizione della lingua possa essere dovuto al suo desiderio di ottenere un’identità nella sua famiglia e più in generale nella comunità. Probabilmente lo stesso fenomeno può verificarsi, con le dovute differenze, anche negli adulti che acquisiscono una seconda lingua. Quindi la motivazione avrebbe un ruolo chiave.
Parlando in maniera specifica, altri studi propongono un modello che divide la motivazione in due tipi: motivazione integrativa e motivazione strumentale.
La motivazione integrativa è rappresentata dal desiderio dello studente di integrarsi nella cultura del paese la cui lingua sta studiando.
La motivazione strumentale è portata dalla necessità di acquisire la lingua per uno scopo ben preciso quale ad esempio un esame, ottenere un lavoro, raggiungere uno stato sociale migliore ecc.
Quando entrambi i tipi di motivazione sembrano essere di grande aiuto nell’acquisizione di una lingua, è la motivazione integrativa che sembra permettere l’ottenimento di un maggior successo a lungo termine.
Se si pensa ai paesi con il maggior numero di abitanti bilingui, vengono in mente nazioni come il Canada o l’Olanda. In questi paesi multiculturali ogni individuo ha una motivazione integrativa che lo spinge ad imparare più lingue per potersi integrare socialmente.
Al contrario, nei paesi monoculturali, come l’Inghilterra, il Giappone o la stessa Italia, gli individui hanno per lo più una motivazione strumentale dovuta alla necessità di superare esami o ottenere posti di lavoro. In questi paesi monoculturali la seconda lingua non è percepita come una necessità sociale, essendo la lingua del paese stesso sufficiente all’integrazione sociale. Proprio nei paesi monoculturali il numero di persone bilingui cala drasticamente. Pensate proprio all’Italia: quante persone conoscete capaci di parlare l’Inglese come un nativo? Io poche se non nessuno.
La motivazione integrativa è quindi quella che ci interessa di più. Quando si acquisiscono le lingue per passione e non per necessità, i risultati sono migliori.
Seguendo il metodo AJATT si acquisisce la lingua proprio spingendo sul pedale della motivazione integrativa. Uno dei fondamenti di AJATT è proprio il fare da subito tutto ciò per cui si sta studiando la lingua, senza aspettare di diventare bravi. E’ facendo che si diventa bravi, non si diventa bravi per fare. Se lo scopo è leggere la letteratura di un certo paese, da subito dovremmo utilizzare quella letteratura come input; se lo scopo è guardare i film in lingua originale, da subito dovremmo guardare i film.
Questo tipo di approccio stimola grandemente la motivazione integrativa e ci aiuta a mantenere alto il morale durante tutto il percorso di acquisizione. Avere un ritorno concreto è più produttivo che studiare regole che non ci portano da nessuna parte o addirittura ci lasciano smarriti di fronte a ciò per cui stiamo imparando la lingua.
I concetti di motivazione integrativa e motivazione strumentale possono essere mappati quasi perfettamente sui due tipi di motivazione generalmente discussi in psicologia: la motivazione intrinseca e la motivazione estrinseca. La prima è la motivazione che proviene dall’interno della persona, come ad esempio il piacere di svolgere il compito stesso. La seconda è la motivazione proveniente dall’esterno come ovviamente può esserlo l’ambizione di un premio in denaro, un bel voto ma anche la paura di una punizione. Entrambi i concetti sono studiati da circa 40 anni e anche in questo caso la motivazione intrinseca (che noi paragoniamo alla motivazione integrativa del campo linguistico) sembra portare ai risultati migliori.
C’è però anche chi sostiene, come il prof. Steven Reiss, che la motivazione intrinseca non esista nemmeno. Citando le sue parole
Gli individui variano enormemente in cosa li rende felici. Per qualcuno competizione, vittoria e ricchezza sono le maggiori fonti di felicità; per altri il socializzare porta più soddisfazioni. Il punto è che non si può dire che alcune fonti di motivazione, come ad esempio i soldi, siano intrinsecamente inferiori.
La motivazione intrinseca è uno dei concetti fondamentali dell’andragogia, infatti, nel caso degli adulti, sembra che la motivazioni interne siano più efficaci delle pressioni esterne. Nella teoria dell’autodeterminazione, molto considerata nell’andragogia, la motivazione intrinseca viene ampliata introducendo il concetto di internalizzazione, riferendosi al tentativo di, appunto, “internalizzare” uno stimolo esterno. Quindi nella teoria dell’autodeterminazione anche l’idea del prof. Reiss troverebbe posto.
Secondo degli studi recenti, anche le motivazioni estrinseche possono trasformarsi in intrinseche, a patto che sia possibile “internalizzarle”. Basterebbe infatti fornire allo studente adulto una ragione valida per promuovere in maniera forte i risultati.
Qualunque sia il motivo per cui si impara una lingua, bisogna cercare di “internalizzare” la propria motivazione. Non credo che esista un modo standard per farlo, è un qualcosa che ognuno deve imparare a fare da solo, anzi, probabilmente sono processi che avvengono per lo più inconsciamente.
Suppongo che all’inizio un po’ tutti siano motivati. La difficoltà sta nel mantenere alta la motivazione durante tutto il periodo di acquisizione (che in realtà non finisce mai). Anche a me a volte capita di sentire venir meno la spinta motivazionale, ma mi basta immaginare per un momento come sarà quando avrò raggiunto il livello cui aspiro per tornare subito in carreggiata.
Voi come fate a mantenere alta la motivazione ogni singolo giorno?
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A dire la verità non so come riesco a continuare il giapponese XD Ho sempre mollato ogni mio progetto (esempio stupido: ho sempre voluto saper disegnare bene, ma ancora non sono in grado e non mi esercito molto, mi manca la motivazione), stranamente il giapponese dura anche troppo! Meglio così, almeno so che qualcosa nella vita riesco a concludere.
Nonostante tutto ancora non riesco ad immergermi al 100% nel giapponese: di siti web in giapponese leggo ben poco, parlare in giapponese non so con chi farlo e così via. Ancora capisco troppo poco del parlato e lo scritto. Forse continuo per inerzia, o forse adoro troppo il Giappone. Però mi scoraggio molto spesso riguardo alla mia attuale capacità, pessimista di natura XD
Che commento lungo O_o Mi piacerebbe scrivere di più in giapponese, ma non ho ancora trovato un forum o un qualcosa di simile per scrivere in giapponese. A parte il famossissimo 2ch, ma non riesco a navigare in una roba del genere nemmeno fosse in italiano!
@Yuffie: Beh, evidentemente a livello inconscio hai una motivazione intrinseca molto forte.
Ti confesso che anche io non riesco ad immergermi al 100%, per tutta una serie di motivi. Però, se riuscissi a farlo credo che avrei risultati decisamente migliori.
Non ti scordare che esistono mixi.jp e lang-8.com.
Volevo iscrivermi su mixi, ma ci vuole la mail giapponese :/ Per Lang-8, non è male, anzi, però farmi correggere ciò che scrivo sa troppo di scuola XD Si, è meglio una correzione in più che nessuna, però non mi sarebbe dispiaciuto un vero e proprio forum di videogiochi, manga e cosi via.
Alla fine è normale che non ci si possa immergere al 100%… anzi…
Il fatto è che una vita “normale” (lavoro, moglie/fidanzata, amici) lascia poco spazio per qualsivoglia “immersione”.
Questo è proprio la perplessità maggiore che desta in me il metodo AJATT. Premettendo che il giapponese l’ho sempre studiato alla vecchia maniera (università e isiao), per una persona che segue una vita regolare è quasi impensabile potersi dedicare ad un’attività in quella maniera.
Oltretutto son d’accordo che serve la motivazione ma o si è degli otaku in tutto e per tutto o è naturale che alla visione di un dorama o di un film giapponese si voglia alternare un altro tipo di svago (senza contare che la rispettiva partner di vedere/leggere/ sentire una qualsiasi cosa in giapponese non è che abbia tutta questa voglia).
^_^”
Sto scrivendo un articolo su AJATT che pubblicherò a breve. Nell’articolo sostengo proprio il fatto che AJATT non è un metodo per tutti. Il discorso è che nulla è “gratis”, nella vita per ottenere un determinato risultato bisogna pagare un prezzo.
Il metodo AJATT offre un grande risultato: diventare fluenti nel Giapponese in un tempo relativamente più breve rispetto ai metodi tradizionali. Il prezzo da pagare è che AJATT comporta chiaramente delle rinunce. Credo stia alla persona che segue il metodo stabilire se sia il caso o meno di seguire il metodo alla lettera. Alla fine è una questione di priorità.
Come me tante persone stanno sperimentando con successo la full-immersion, anche se farlo al 100% è praticamente impossibile. E questo lo sa anche Khatzumoto, ma ovviamente lui deve sostenere l’immersione totale perché è ciò a cui bisogna aspirare.
Certo ma questo vale ovviamente in ogni campo. Mi piace giocare a ping pong, se gioco un’ora al giorno ho dei risultati, se ne gioco 2 ne avrò di più. Se contemporaneamente guardassi documentari che spiegano come effettuare i vari colpi, parlassi con un professionista di come affrontare determinati tiri, migliorerei ancora di più.
Alla fine tutti i discorsi sull’immersione e la costanza sono abbastanza scontati e, a mio modo di vedere, non sono certo questi la parte innovativa di questo metodo.
Singolare trovo l’approccio pratico che tralascia lo studio grammaticale per una visione più “naturalista”. Probabilmente sarà anche un sistema valido ma resto convinto che più che “non per tutti”, sia un sistema davvero per pochissimi….
Il fatto di non studiare la grammatica non è affatto per pochi. A parte il fatto che lo abbiamo già fatto tutti quando abbiamo imparato l’Italiano. ^_^
E’ un concetto che nella linguistica sta diventando sempre più accettato. Persino programmi commerciali per lo studio delle lingue hanno questo approccio. Pensa a RosettaStone o in parte Assimil.
Chiaramente tu vieni da un background diverso e questo approccio può sembrarti “strano”, ma è assolutamente “naturale”, oltre ad essere supportato da studi scientifici (non solo quelli di Krashen).
Per me ciò che rende AJATT per pochi, o come dici tu per pochissimi, è il livello di immersione che richiede, al punto da dover evitare come la peste la propria lingua madre (cosa che neanche io faccio, infatti sto scrivendo in Italiano).
Alla fine AJATT non è nemmeno un metodo vero e proprio (lo dice spesso anche Khatzumoto). E’ solo la messa in pratica di alcune teorie della SLA e idee di buonsenso.
Ciao! Segue il tuo blog da un po e lo trovo davvero molto interessante
Mi chiedevo cosa ne pensavi della tecnica dello Shadowing, secondo te si può sposare bene con il metodo AJATT? Oppure è da usare con altri metodi di studio?
Credo che lo shadowing possa essere utile. Non ho letto di nessuno studio che supporti lo shadowing, ma credo lo stesso che sia utile.
Il consiglio è di farlo senza guardare la traduzione e possibilmente da fonti native, tipo film, radio ecc.
Io non lo faccio spesso, ma ogni tanto ripeto a ruota le battute dei dorama. Forse dovrei farne di più…
Non vedo nessun motivo per cui non possa andare d’accordo con AJATT.
Va bene perfetto! Avevo il dubbio perché pensavo che magari potesse forzare l’output..tutto qua ^^
Se non le crei tu le frasi ma ti limiti a ripeterle a pappagallo, non credo possa essere considerato output.
Non so neanche perchè lo scrivo, ma so che lo devo scrivere e basta XD ho ricominciato a scrivere su Lang-8, ma quanti errori! Per me è un po’ demoralizzante (ma solo perchè ho la brutta abitudine che le cose le devo fare sempre giuste e cerco di non sbagliare mai), ma immagino mi servirà molto. Però sto ricominciando a pensare che forse è meglio non scrivere ancora, nonostante ore di ascolto più letture varie, faccio certi errori banali da far paura! O_o
Non avere fretta di fare outuput (non in quel senso ^^), verrà tutto fuori da se. In ogni caso il fatto che ti correggano è fondamentale e può aiutarti molto.
Forse dovrei ricominciare ad usarlo anche io….
Ciao!
Ho letto il tuo Blog e l’ho trovato molto uile per chi, come me, vuole avvicinarsi da autodidatta al Giapponese.
Leggendo bene sul tuo metodo mi sembra di aver person un mucchio di tempo (1 mesetto) per imparare i Kana!!!
Ora però volvo iniziare con RTK con l’ausiglio di Anki e dedicarmi per un (bel) po solo a quello.
Volevo domandarti alcuni consigli:
-Conosco bene l’Inglese, ma non riesco ad associalre istintivamente le frasi ai Kanji. Per Anki ho trovato già le Keyword tradotte in Italiano. Secondo te è lo stesso se imparo quelle e magari mi autotraduco/invento le storielle ?!?!
-Pensavo di tenere un ritmo di 20 Kanji al giorno, tu come ti regolavi ?? Li crivevi alcune volte mentre ti ripetevi le storie ?? E su Anki come usi ?!? Io pensavo di aggiungerle e ripeterle il girno successivo al deck, magari preparando la scheda il giorno precedente di studio, aggiungendogli la storia e magari taggando ad ogni carta anche un’immagine visiva. Che ne pensi??
Scusa se sono stato logorroico!
Complimenti ancora !
@Alberto: se hai già imparato i kana non hai perso tempo perché comunque ti serviranno. Certo però che un mesetto solo per i kana è tantino ^^
1. Se riesci ad usare solo l’inglese è meglio. Non ho avuto modo di verificare le keyword tradotte in italiano, quindi non so come sono. In ogni caso è il metodo che devi capire, quindi a prescindere dalla lingua in cui sono scritte le keyword. Assicurati che siano tradotte tutte e non ci siano doppioni, se scopri i doppioni a 1000 kanji dalla fine, sei perduto ^^
2. Io avevo un ritmo di 33 al giorno. C’è chi ne fa meno e chi ne fa più. Qualcuno è arrivato anche a 100 al giorno con buoni risultati (io ci ho provato ma ti assicuro che è pesante). Alla fine devi trovare il ritmo giusto per te. Inizia con 20 e poi ti regoli. Se sono troppi cali, se sono pochi aumenti.
Se segui bene il metodo, non hai bisogno di scriverli più di una volta. Se per imparare i kanji devi scriverli più di una volta, vuol dire che non stai applicando il metodo come si deve.
Aggiungere un’immagine è superfluo e ti fa perdere tempo. Ricordati che sono 2042 kanji, facendo un calcolo rapido, se perdi anche solo 3 minuti a preparare ogni scheda arrivi a 100 ore di lavoro, alle quali devi aggiungere il tempo che prenderà imparare i kanji, fare le ripetizioni e re-imparare quelli “falliti”. Risparmia tempo e dedicalo all’immersione. Trova un modo rapido di aggiungere i kanji. Io ti consiglierei RevTK, è tutto già pronto e devi fare solo le ripetizioni: http://kanji.koohii.com
Ehm .. per i cana in pratica ne imparavo 1 o 2 al giorno riempendo una pagina di quadernone …poi ho scoperto questo sito.
Per l’immersione mi stò attrezzando, ma fra lavoro, impegni sarò sicuramente lontano dai ritmi di AJATT.
Ora mi registo su RevTK e mi faccio sentire fra un mesetto
Thanx!
Ti aspetto tra un mesetto allora ^_^
Ciao
Volevo sapere: come scarico gli mp3 delle notizie sul sito della FNN? E come estraggo l’audio dai dorama? Grazie in anticipo
@Blaziken: Devi scaricare i video da FNN ed estrarre l’audio. Per estrarre l’audio io generalmente uso QuickTime, ma se cerchi in rete trovi moltissime soluzioni.
E come li scarico ?_? non ci capisco un’acca nel sito :°D
Comunque ho un dorama in formato RMVB e non riesco a trovare un programma che vada con quel formato, quelli che dovrebbero funzionare mi dicono “canale audio assente” °_°
Comunque in un tuo vecchio post:
“Il secondo problema di RTK è che per studiarlo seriamente, bisogna sospendere qualsiasi altro studio del Giapponese e dedicarsi solo ai kanji.”
Ma allora devo anche smettere di guardare dorama e fare tutto ciò che c’entra con la “full immersion”?
*Ma allora devo anche smettere di guardare dorama e di fare tutto ciò che c’entra con la “full immersion”?
Dimenticavo, mia madre approva questo metodo ^_^ solo che mi ha suggerito di guardare invece dei dorama per la mia età i programmi per bambini, perchè parlano più piano ecc.
E’ meglio guardare programmi per bambini oppure è uguale\è peggio?
@Blaziken: Per scaricarli trovi in giro una marea di programmi che scaricano i video in flash. Io se non ricordo male ho usato RealPlayer (ma non sono sicuro, non lo faccio da un po’).
L’immersione non devi mai sospenderla, non può farti che bene. Probabilmente, se non hai finito rtk, leggere è difficile, quindi magari evita di leggere finché non inizi con le frasi. Ma per nessun motivo devi sospendere l’ascolto. Quindi anche quando fai rtk, dorama, musica, film, anime e quant’altro ben vengano.
Ho appena finito Gokusen, è fantastico *_*
Conosci altri siti per scaricare dorama? Non riesco a trovare l’episodio speciale della prima serie
Ah, che dorama mi consiglieresti? Non so proprio cosa scaricare…
Ho trovato l’episodio ^_^.
Ora però non so cosa guardare, mi consigliate qualche dorama?
@Blaziken: L’episodio speciale della prima serie io l’ho preso su d-addicts.com.
Altri siti non ne conosco, ma ce n’è più di qualcuno che fa lo streaming. Comunque i torrent dei dorama spesso li trovi anche sui comuni tracker generalisti.
Consigli è difficile dartene, bisognerebbe capire i tuoi gusti. Sul dorama wiki collegato a d-addicts ci sono le descrizioni dei dorama degli ultimi 10 anni e oltre. Fatti un po’ di ricerche li.
Potresti ad esempio partire dal regista o dallo sceneggiatore di Gokusen e vedere che altri dorama hanno fatto. Oppure fare lo stesso con gli attori. Insomma, sfrutta l’ipertesto ^_^
Poi tieni presente che è appena iniziata la nuova stagione e potresti iniziare a seguire qualche dorama nuovo in contemporanea col Giappone. Io ho iniziato a vedere Jin e il primo episodio mi è piaciuto (però tieni conto che il linguaggio di Jin è molto… antiquato).
Della passata stagione potresti guardare Buzzer Beat con Yamashita Tomohisa e Aibu Saki. Anche Boss è stato carino. Insomma, devi solo farti un po’ di ricerche, ce ne sono talmente tanti che trovarne uno che ti piace non sarà difficile.
Ciao!
Come promesso mi faccio sentire dopo un mesetto (o quasi).
Il Sito Review è uno strumento diventato indispensabile. Purtroppo il ritmo non è molto altro 323 Kanji con 960 ripetizioni, ma considerando che il mese è stato pieno sono soddisfatto e continuo così, magari cercando di aumentare il ritmo giornaliero (spero di finirli con altri 3 mesi).
Purtroppo l’immersione lascia a desiderare, per ora ascolto per 1 ora al girno della musica (i Nightmare soprattutto) e mi guarda puntate di Anime (Jap sub Ita, lo so che non si deve, ma intanto mi abituo ad ascoltare la lingua). Spero al più presto di poter passare ai Dorama
Ho visto che ti sei fatto un poster fai da te … domandavo se potevi condividere il file (magari ti mando un messaggio tramite il forum di RTK).
Ancora grazie per i conisgli che porti sul tuo blog che vedo non sono il solo considerarlo come punto di riferimento per avere consigli e misurare i progressi che uno fa in questa lingua, IMHO avere delle scadeze per confrontarsi con altri nella “stessa barca” è fonte di motivazione.
Ho riflettuto un po’ su AJATT e penso che sia, sì, buono come metodo, ma non sarebbe meglio (sempre facendo tanto ascolto) all’inizio imparare la grammatica e farsi un buon vocabolario e poi full-immersion totale?
Che poi penso sia inutile l’ascolto e basta (musica, audio registrato, ecc.). Un conto è un film dive i personaggi gesticolano, ecc. un conto è musica\audio di dorama\podcast audio\ecc.
Cioè, inutile, è utile all’inizio quando impari i suoni della lingua, ma solo quello, non impari grammatica, parole, sintassi, ecc.
Scusate per il triplo commento xD
Comunque come metodo di studio penso di fare
1) RTK1
2) TRADIZIONALE (+ sentence mining)
3) AJATT COMPLETO
che ne pensi? insomma, io con l’inglese ho fatto moltissimo ascolto e lettura, ma comunque ho studiato la grammatica (è vero che stavo sempre attaccato al magic english ma vabbè xD). Quando mi spiegarono il futuro prima non lo sapevo già, l’ho imparato quando mi hanno spiegato la regola.
@Blaziken
mi intrometto, ma in quanto utilizzatore di AJATT “navigato” credo di poter rispondere.
Innanzitutto, se ti va di fare qualcosa, falla e basta. Non andare a chiedere agli altri! In ogni caso troverai una qualche strada (corta o lunga) per arrivare a destinazione.
Se vuoi iniziare con la grammatica fai pure (non è la fine del mondo), ma se diverse persone (che hanno provato ciò di cui parlano) consigliano di lasciarla per dopo o non farla (quasi) per niente ci sono dei motivi. Per esempio:
1) La grammatica tende ad essere noiosa, e in AJATT la noia va assolutamente evitata. Se per te non è noiosa, allora stai un pezzo avanti!
2) A differenza di quello che ci infilano in testa a martellate a scuola, la gr. non è necessaria. E’ uno studio a posteriori di qualcosa che è perfettamente funzionante da solo, come il sezionamento dei cadaveri lo è per sistema “corpo umano”, per intenderci.
3) Una dimostrazione del punto 2 è il fatto che i bambini italiani parlano e capiscono un italiano corretto prima di sentir parlare di grammatica
Detto questo, preciso che ritengo molto utile e interessante la “lettura” (“studio” sarebbe già esagerato) della grammatica a posteriori. In questo caso la grammatica non richiede memorizzazione ma solo comprensione, e io la trovo molto divertente perchè aiuta a far incastrare definitivamente i pezzi del puzzle che è la lingua studiata.