Libro: Lo studio del Giapponese

by Davide Petilli on September 13, 2009

Scopro solo ora l’esistenza di questa guida scritta da Antonio Frecentese, un ragazzo che ha studiato Giapponese presso l’Università degli Studi di Venezia. Il PDF in questione non è un corso come i tanti che si trovano in giro per Internet, ma una raccolta di esperienze, risorse e consigli relativi allo studio della lingua. E per di più è gratuito. Antonio (mi permetto di chiamarlo per nome) non propone un metodo di studio ma un metodo per orientarsi tra le tante opportunità che è possibile reperire in giro per la Rete e non solo.

Per quel che ho potuto vedere (non ho letto tutto il PDF), il suo approccio è diverso dal mio. Del resto lui proviene dal mondo universitario i cui metodi di insegnamento sono diametralmente opposti alla “mia” filosofia di apprendimento delle lingue. Chi mi legge da tempo sa già che sono un sostenitore delle teorie del linguista Krashen e del metodo AJATT.

All’inizio del saggio è proposto un breve riassunto della grammatica giapponese. Un capitolo che io non avrei scritto. Il mio presupposto è quello che la grammatica non serve, ma a prescindere da questo, ritengo il capitolo troppo breve per essere utile a chi voglia imparare il giapponese usando un metodo “tradizionale”.

Saltato il capitolo grammatica, si entra nel vivo con una rassegna commentata di libri, siti internet, software ecc. Tra tutto ciò che elenca è certamente possibile trovare qualcosa che faccia al caso nostro, sia per i “tradizionalisti” che per chi usa metodi innovativi o sperimentali.

Nel saggio è presente anche una guida a come superare i vari test come il JLPT e un capitolo dedicato allo studio del Giapponese in Giappone. Tutto basato sull’esperienza personale, risulta molto utile a chi voglia cimentarsi.

Nonostante, come già detto, il suo approccio sia diverso dal mio (non che il mio sia necessariamente migliore), ritengo il suo libello molto utile e simpatico per chi inizia (ma anche per chi già mastica la lingua). In più ha il non piccolo vantaggio di essere gratuito.

Potete scaricare il PDF direttamente da qui.

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Yuffie September 13, 2009 at 11:35

Interessante come documento, grazie per la segnalazione! Credo finora sia una delle cose più interessanti viste in italiano. Leggendo quel documento mi rendo conto che del keigo continuo a capirci nulla. E non sapevo nemmeno di un esame solo di kanji (non lo farò mai ovviamente…)

Mi piacerebbe trovare un libro in stile UBJG che “spieghi” altre costruzioni grammaticali più avanzate. Leggendo e giocando ho trovate altre costruzioni di cui non avevo mai sentito parlare. E’ vero che per quello c’è la guida di Tae Kim, ma a volte la trovo un po’ confusionaria.

Reply

歩夢 September 13, 2009 at 11:56

Ciao Yuffie e benvenuta sul nuovo blog :)

Sono convinto che un libro come UBJG per la grammatica più “avanzata” sia inutile. Quando trovi costruzioni nuove che non capisci, cercati delle frasi di esempio e mettile in Anki. Io faccio così e dopo un po’ iniziano a sembrarmi naturali.
Nel cervello avviene un fenomeno di “assuefazione”. All’inizio è come se non accettasse le costruzioni grammaticali nuove, ma poi all’improvviso diventano naturali e ti chiedi come mai prima non riuscivi a capirle. Questo avviene semplicemente esponendo il cervello sempre più spesso a quelle costruzioni (e in questo Anki ci aiuta tantissimo).
Ritengo che quando una nuova struttura viene presentata per la prima volta al cervello, questo non abbia le connessioni neurali adatte a gestirla. Però esponendo il cervello a quelle strutture più e più volte, questo è “costretto” a costruire le nuove connessioni.
E’ come quando si fa bodybuilding: i muscoli sono costretti a crescere per rispondere al trauma dell’allenamento. Ogni volta li sottoponiamo a carichi più pesanti, e ogni volta il muscolo si adegua ingrossando le fibre per essere in grado di manipolare quei carichi.

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Yuffie September 13, 2009 at 12:03

Mi sa che farò cosi, solo che ho sempre un centinaio di frasi al giorno in Anki da fare review (certe parole non mi rimangono in testa, ma ricordo ancora quando non riuscivo a ricordare 図書館 XD)

E’ ora di aggiungere un po’ di frasi con costruzioni grammaticali!

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歩夢 September 13, 2009 at 12:11

Esatto, se ricordi bene, all’inizio memorizzare le parole giapponesi sembra impossibile. All’inizio io non riuscivo a ricordare はじめまして nemmeno dopo 30 secondi. Mi chiedevo come mai avrei potuto impararne 1000 di parole come quella. Adesso le imparo con una facilità incredibile. A volte mi basta sentirle o leggere una volta per memorizzarle. Questo perché adesso il mio cervello ha costruito le “strutture” che gli permettono di gestire quei suoni.
Lo stesso avviene con la grammatica.

Per le frasi non ti preoccupare, io ho sempre tra le 100 e le 140 frasi al giorno. Il consiglio che posso darti è di eliminare regolarmente tutte le frasi che non ti piacciono, che ti creano troppi dubbi o sono diventate troppo facili. Inoltre il timeboxing ti può essere utile.

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Paola November 17, 2009 at 13:53

Uhhh che blog utillismo!
Stupendo l’articolo sull’approccio allo studio ora mi butto nell’ajatt però, scusate l’ignoranza ma davvero nn si trova nulla da nessuna parte:

se mi sento pronta per il 3° livello di jlpt devo obbligatoriamente dare prima il 4° oppure posso candidarmi direttamente per il 3°?

altrimenti significa che sono obbligatori 5 anni!

Grazzisssimo!
Paola:)!

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歩夢 November 18, 2009 at 12:51

Puoi fare il livello che preferisci, anche direttamente il 1°.

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Paola November 18, 2009 at 15:19

olèèè…uh tanto studio ora!:)

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