Da oggi inizierò a scrivere qualche recensione di libri che leggo (ovviamente in Giapponese). Lo faccio principalmente per consigliarvi qualcosa da leggere, ma anche perché se comprate tramite i link che inserisco, io guadagno qualche commissione che posso rispendere in altri libri (^__^).
Veniamo a noi.
Il libro in questione, come si può intuire dal titolo Goth, è un romanzo gotico. In realtà non è un vero e proprio romanzo, piuttosto è una collezione di racconti, tutti resoconti delle esperienze di un ragazzo delle superiori dalla personalità un po’ “particolare”. Il giovane ha uno spiccato intuito per le indagini e assieme a 森野夜 (もりのよる), sua compagna di classe, si ritrova a risolvere diversi casi di omicidio perpetrati da serial killer. Ciò che rende inquietanti (e gotici) questi racconti, è il punto di vista dei due adolescenti che sono a dir poco affascinati dalle figure di questi serial killer.
I due ragazzi hanno entrambi personalità disturbate, ma se Morino Yoru è taciturna e tende ad isolarsi, il ragazzo è apparentemente socievole e simpatico. Però, per sua stessa ammissione si tratta solo di una recita per “oliare” le relazioni sociali. I suoi reali interessi sono ben altri.
La relazione tra i due nasce quando Morino, avendo capito la reale indole del ragazzo, gli chiede di insegnarle a fingere come fa lui.
La voce narrante dei racconti è proprio quella del protagonista, si può quindi immaginare come il senso di perversione che pervade l’opera sia non solo descritto ma in qualche modo trasmesso al lettore.
I libro non è proprio per tutti. Sicuramente è destinato ad un pubblico di adulti, ma che non siano troppo facilmente impressionabili. Le descrizioni di Otsuichi (al secolo 安達 寛高) indulgono molto spesso in particolari macabri e raccapriccianti. Sicuramente un buon allenamento per chi volesse imparare il glossario anatomico Giapponese.
Inoltre il livello di perversione dei protagonisti, che sono dei perfetti antieroi, viene presentato in maniera talmente naturale da mettere a disagio il lettore.
Il livello del Giapponese è ovviamente alto, essendo un’opera letteraria destinata ad un pubblico di nativi giapponesi. Questo però non vuol dire che sia molto difficile. L’idioletto di Otsuichi è sempre lineare ed elegante.
Il tema poi si presta anche a giochi linguistici che si possono apprezzare solo leggendo il libro in lingua originale. Ad esempio il nome 森野夜 si legge come 森の夜 che tradotto significa “foresta di notte”, un po’ a rispecchiare la personalità oscura e impenetrabile della ragazza.
Nel complesso è certamente una lettura piacevole di un noto autore del panorama nipponico. Come ho già scritto, non è per tutti, ma è sicuramente consigliabile.
Dal romanzo sono stati tratti anche l’omonimo manga ed un film.
Attenzione, il romanzo è in due volumi.
Articoli simili:

















{ 4 comments… read them below or add one }
Complimenti Davide per la scelta. Anche se suppongo che leggere un romanzo gotico in giapponese sia abbastanza difficile, più che altro per i termini che si vanno ad incontrare.
Grazie per gli aggiornamenti.
Davide ^_^
Non lo sto trovando particolarmente difficile. Poi mi lascio guidare dal principio che è bene leggere ciò che si vuole leggere e non ciò che si crede giusto o al proprio livello.
Tolta la terminologia "anatomica" che pervade il romanzo, ci trovi molti termini da Giapponese "letterario". Nel senso che essendo un opera letteraria, come tale è scritta in "bel Giapponese" e non come un articolo di giornale…
Il manga tratto da questo libro, se non sbaglio, è anche stato pubblicato da noi dalla Panini.
Se c'è un kanji che non conosci, come fai per la pronuncia? Te lo segni a matita e poi lo cerchi con calma sul vocabolario?.
Si, credo sia stato pubblicato anche in Italia (ma non mi interessa ^__^).
Per i kanji che non conosco opero in vari modi. Sostanzialmente se quando leggo non mi impedisce di capire il senso della frase, o lo ignoro o al limite me lo scrivo. Se non riesco a capire e questo mi impedisce di apprezzare quello che leggo, mi fermo un momento e cerco sul vocabolario monolingua.
Poi spesso torno su quello che ho letto per fare sentece mining. Altre volte invece prendo le frasi man mano che leggo, ma sicuramente diventa meno piacevole, quindi evito di farlo.