Diario di Giapponese – 6

by Davide Petilli on November 23, 2008

Il tempo vola, sono passati già sei mesi di AJATT e sono ad un terzo del mio cammino “previsto” verso la padronanza del Giapponese. Scrivo “previsto” perché, per quanto sia molto fiducioso, potrebbe volerci più tempo di quanto ne ha impiegato l’”eroico” Khatzumoto.

Ma veniamo al diario di questo mese.

Ad oggi, le frasi che ho inserito in Anki sono esattamente 2400 e contengono 1125 kanji, 99 in più rispetto al mese scorso. Di questi kanji, 1062 sono 常用漢字, quindi sono al 54,6%.

L’immersion environment continua senza sosta. Nonostante qualche giorno sotto la media, proprio oggi ho superato le 1500 ore di ascolto. Ci tengo a precisare che quando parlo di ore di ascolto, intendo sia quelle attive che quelle passive. In quelle attive faccio uno sforzo concreto nel cercare di capire quello che viene detto (ad esempio quando guardo anime o dorama); in quelle passive, semplicemente ascolto Giapponese mentre faccio altre cose. Certamente l’ascolto attivo è quello che rende di più, ma anche quello passivo ha i suoi vantaggi percepibili sul lungo termine.

Proprio grazie a tutte queste ore di ascolto, posso affermare che i suoni del Giapponese non hanno più segreti per me. Certamente la mia comprensione del parlato è ancora scarsa, ma sono perfettamente in grado di distinguere le parole (anche quelle che non conosco) e non ho più la sensazione di ascoltare suoni incomprensibili legati assieme come fosse un’unica grande parola (come avveniva i primi tempi).

Ultimamente ho guardato i delle video interviste di Khazumoto e da qualche parte parla degli stadi progressivi attraverso i quali si passa nella comprensione del parlato (grazie a Emilio Wuerges per aver estrapolato la lista dai video):

  1. Riesci a distinguere i suoni che esistono nella lingua da quelli che non esistono. Non capisci niente . Sei “scarso”.
  2. A volte riesci a capire qualche parola. E’ una bellissima sensazione. Sei “scarso” perché ancora non riesci a capire frasi intere.
  3. A volte riesci a capire frasi intere. Sei “scarso” perché devi fare un grande sforzo per capire molto poco.
  4. La situazione è capovolta. A volte non capisci una frase o una parola. Ti stai abituando al fatto che capisci più cose di quelle che non capisci. Sei “scarso” perché ancora non hai una comprensione perfetta del parlato.

Io credo di essere nella fase 3 del percorso. Mi capita sempre più spesso di capire intere frasi, ma capita ancora troppo spesso di non capire assolutamente niente. Sono ancora “scarso”

Ho notato che a seconda del tipo di media che ascolto, la comprensione varia notevolmente. Ad esempio per alcuni dorama credo di avere una comprensione prossima al 50/60%, mentre per altri non supero il 30%. Stesso dicasi per gli anime.

In Anki sto inserendo sempre più frasi con l’audio. Credo che questo stia aiutando la mia comprensione del parlato, ma la strada da fare è ancora lunga.

Molte delle frasi che inscersco provengono da iKnow . Grazie ad iKnow il mio vocabolario sta crescendo rapidamente, e ne ho un discreto riscontro quando leggo. Il problema di iKnow sta nel livello della grammatica che è troppo basso e non aggiunge niente a quello che già capisco. Per questo cerco di integrare il tutto con frasi prese da manga, anime, giornali, libri avanzati ecc.

Sto valutando anche la possibilità di estrapolare spezzoni di audio dai dorama di cui possiedo le trascrizioni. Potrebbe funzionare bene, ma il processo di estrazione credo che sia troppo dispendioso in termini di tempo (che non è mai abbastanza), quindi non so se alla fine lo farò.

Timeboxing

Sono abituato a valutare le cose con la mia testa, quindi, quando Khazumoto ha parlato di timeboxing, non l’ho preso in grande considerazione. Mi era sembrata una tecnica del tutto superflua.

Continuando però ad essere un po’ “oppresso” da Anki, ho deciso di fare una prova con questo fantomatico timeboxing. Dopo averlo provato per più di due settimane, devo dire che è veramente eccezionale, non me lo sarei mai aspettato.

Ho stabilito due sessioni di SRS cronometrate, da un’ora l’una durante le quali do il meglio di me. Se non ho voglia riduco la durata delle sessioni, ma non faccio mai meno di quello che ho stabilito.

Può sembrare un approccio inutile, ma a due settimane dall’inizio dell’esperimento posso dire di aver aumentato (triplicato) il numero di frasi nuove che riesco ad imparare ogni giorno, ho perso la svogliatezza di fare le ripetizioni (perché non arrivo mai all’esaurimento) e non accumulo più grandi quantità di frasi scadute (faccio facilmente anche 200 frasi al giorno).

Secondo Khazumoto il timeboxing ha una serie di vantaggi, vi rimando al suo blog per capire di più. In ogni caso vi suggerisco di dare una chance al timeboxing, potreste essere sorpresi dai risultati.

Anche per questo mese è tutto, al mese prossimo col diario e a prima per gli altri post.

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{ 20 comments… read them below or add one }

JoinZ November 23, 2008 at 21:49

ただいま ^_^

先輩 stavolta mi hai dato veramente per disperso, ごめんなさい -.-

Tra l'unica nota positiva del Lucca Comics, l'imminente fallimento del noto provider sardo per cui lavoro e il mio fisico ko diciamo che ho passato periodi migliori, ma vabbe' :)

Complimenti per i progressi, continua così ;) ogni volta che ti leggo per me è sempre una motivazione in più.
Purtroppo nella nuova situazione in cui mi ritrovo devo mettere un po' da parte la full immersion del giapponese dedicandomi solo ai kanji, mentre per l'ascolto devo riprendere sul serio l'inglese che purtroppo è diventata una priorità nella mia imminente ricerca di lavoro (Irlanda probabile destinazione).

A proposito di giapponese a Firenze ho comprato un libro molto carino che secondo me non è male per chi vuole partire in maniera leggera e divertente con un po' di grammatica: il giapponese a fumetti.
Dagli un'occhiata, anche se sei ad un livello troppo avanzato :P La maggior parte sono cose che conosco anche io, però lo stretto legame con i manga presenta delle particolarità linguistiche che non conoscevo (e che nessuna grammatica standard ti spiega).

Per il resto che dire… ah ho finalmente partorito il blog -.-'
http://permancanzaditempo.blogspot.com/
Il nome è tutto un programma.
Secondo te ho sbagliato la traduzione in kanji? ç_ç

Credo sia tutto per il momento, cercherò di essere più dettagliato a breve sui progressi&co.
A prestissimo! :)

Reply

Luke November 24, 2008 at 10:14

Risalve, sono contento ogni volta di leggere nuovi progressi nel tuo studio del giapponese.
Io ho preso in considerazione i consigli che mi hai dato qualche giorno fa e ho iniziato già da un po’ con l’environment, praticamente ho trovato un programma molto utile che sicuramente conoscerai, ossia KeyHoleTv che permette di vedere un sacco di canali giapponesi in diretta e lo lascio acceso tutto il tempo che sono a casa, a parte quando devo studiare altre cose perchè proprio non riesco a concentrarmi..ma la notte da qualche giorno riesco a tenerlo acceso senza problemi,forse perchè essendo stanco per i ritmi dell’uni il mio sistema nervoso dice “chi se ne frega del rumore, basta che si dorme” XD
Ho iniziato anche da pochissimo RTK, purtroppo devo stare sia al passo con ciò che si fa all’uni che con il mio self study, il che non è facile perchè come sai all’uni seguono una struttura ben diversa e poco congeniale per chi vuole imparare il giappo in meno di 14 anni, ad esempio adesso stiamo facendo come si dice l’ora e stiamo studiando i vari contatori e i giorni della settimana (bambini dell’elementari insomma…).
Probabilmente cercherò di concentrarmi prima sui kanji che facciamo all’uni, magari andandoli a pescare da RTK e usando quella tecnica per memorizzarli..su questo punto non so se sia un bene fare così, aspetto un opinione da parte tua ^^
Ad esempio questo week-end passato ho avuto più tempo e ho fatto 70 kanji cercando di fare veloce, tant’è che poi il giorno dopo mi sono ritrovato con una ritenzione del 67% che è pessima. A questo punto proseguo con RTK quando ho buchi di tempo ma continuo con le review di RTK dei kanji fatti fino ad ora e faccio le ripetizioni con Anki delle cose fatte all’uni.

Reply

歩夢 November 24, 2008 at 12:25

@JoinZ: お帰り
Eh si, ti davo proprio per disperso :)

Non ti deprimere, i periodi NO capitano sempre…

Il libro lo conosco, è carino, ma se non ricordo male è scritto da uno spagnolo… :)
Io preferisco sempre i manga reali, vedi Death Note ed Evangelion ;)

Complimenti per il blog! Ovviamente hai gia visto che ti ho commentato. 頑張って!

@Luke:
Conosco il programma, ma col fatto che uso Mac, non mi è molto comodo da usare :) Però credo sia ottimo.
Se l’environment ti da fastidio quando studi, ovviamente non tenerlo. Lo studio ha la precedenza. Ma ricordati sempre di riprendere appena puoi ;)

Io ti consiglio di seguire RTK in ordine, a prescindere da quello che ti insegnano all’Uni. L’ordine di RTK è studiato per costruire poco a poco su quello che si impara nei kanji precedenti. Molti kanji elementari sono introdotti alla fine del libro. Se fai salti ti perdi molte primitive e rischi di ritrovarti con un casino pazzesco.
Siccome sicuramente il ritmo di RTK è più veloce rispetto a quello dell’Uni, fai rtk con ordine e lo avrai finito quando gli altri saranno ancora a 200 kanji ;)
Per i kanji che ti insegnano all’uni e che ancora non hai incontrato in RTK, fai il minimo indispensabile e imparali con forza bruta. Se riesci a mantenere un buon ritmo con RTK, i kanji “scoperti” dell’Uni saranno pochissimi.
Ripeto, non modificare l’ordine di RTK perché è un ordine “ottimizzato”.

Cerca di aggiungere un po’ di kanji nuovi ogni giorno, e non lasciare che si accumulino le ripetizioni, finirai in men che non si dica. E all’Uni ti invidieranno tutti (anche i prof :) ).
Cerca anche di non correre, dedica il tempo necessaro ad ogni kanji, altrimenti il lavoro che non fai subito te lo ritrovi dopo…

Non hai idea di come sia bello imparare nuovi kanji e non dover perdere tempo ad imparare a scriverli. Ormai mi basta guardare un kanji nuovo una volta per saperlo già scrivere. Credo che per arrivare a questi livelli con la rote-memorization (metodo classico) ci vogliano davvero molti anni.

Reply

Luke November 24, 2008 at 14:49

わかりました
Seguirò anche questi preziosi consigli, in effetti già con i pochi kanji che so bene adesso (50 all’incirca)quando ne trovo uno nuovo mi immagino prima in testa quale tratto venga prima e quale dopo e ci azzecco sempre, probabilmente perchè dopo un po’ si notano determinati criteri dell’ordine di scrittura che non cambiano mai.
Comunque sì hai ragione tu, meglio pochi (Kanji) ma buoni ^^
Credo che i kanji che mi insegnano adesso all’uni me li imparerò con il metodo classico e le pronunce invece di studiarle le imparerò attraverso le frasi che facciamo a lezione e con gli しゅくだい che mi danno per casa che trovo utilissimi perchè la prof li corregge e così capisco dove sbaglio, credo sia fondamentale questa cosa.
In ogni caso, がんばります!

Reply

Claudio Giubrone November 24, 2008 at 16:23

Evvai, sono alla quarta fase in inglese! Però noto che con programmi diversi dal solito il livello di comprensione scende parecchio quindi devo rivedere una cosa più volte per abituare il cervello.
A questo punto sono in dubbio se puntare a una comprensione perfetta di programmi che ho già visto più volte o concentrarmi su nuove cose, ma tempo permettendo tenterò di fare tutte e due le cose.

Forse è una mia impressione, ma durante l’ascolto attivo, arrivati a un certo punto, qualcosa cambia.
Mi spiego: in genere guardo sitcom americane che durano in media 20 min a episodio. Quando ascolto cerco di non tradurre e di comprendere, ma una volta, con un episodio più lungo del normale, verso la fine mi è sembrato di non ascoltare in una lingua straniera. Per pochi secondi è stato come vedere la tv in italiano, senza sforzi di comprensione, solo che la lingua era l’inglese.
Questa sensazione è durata per poco -giusto il tempo che finisse l’episodio- però mi intriga la possibilità di migliorare il mio livello guardando programmi che durano molto, anzichè singoli episodi. Per stasera, tra i primi due episodi di Monk, due Frasier e tre di How I met your mother, mi sono programmato quasi tre ore di immersione continua (pause solo per passare da un episodio all’altro) e voglio vedere se ho di nuovo la stessa impressione.

Reply

歩夢 November 24, 2008 at 18:38

@Claudio: Quello che descrivi è certamente dovuto al cosiddetto “effetto idiolettico”.
Sai perfettamente che anche se parliamo tutti l’Italiano, ognuno di noi ha un modo di parlare diverso. Questa micro-lingua personale, in linguistica, viene chiamata “idioletto”.
Quando parliamo con una nuova persona (o leggiamo ciò che ha scritto), dobbiamo imparare la sua micro-lingua (idioletto). Nella nostra lingua madre questo processo è impercettible, anche se possiamo notarlo in maniera chiara quando leggiamo autori “difficili” (il cui idioletto è complesso). Prova a leggere un romanzo di Umberto Eco, certamente le prime pagine saranno difficili, ma poi, “magicamente” diventerà più facile.
Quando però la lingua non è la nostra lingua madre, ogni autore è “difficile”, anche un bambino delle elementari.
Quando vedi una nuova serie, all’inizio è difficile, ma man mano che ti abitui all’idioletto dei protagonisti, diventa sempre più comprensibile.
A livello di acquisizione della lingua, sembra essere più efficace il materiale di cui abbiamo già assimilato l’idioletto.

Il tuo dubbio sulla possibilità di perfezionarti su ciò che già capisci non è di facile soluzione.
Secondo Krashen (il noto linguista) è preferibile restringere il campo di azione. Cercare di ricevere input relativo a pochi settori dovrebbe aiutare molto. Ad esempio, se ti piacciono i polizieschi dovresti leggere solo polizieschi, se ti piace la fisica dovresti leggere solo libri di fisica. Anche leggere sempre lo stesso autore dovrebbe essere più efficace nell’acquisizione della lingua.
Questo perché restringendo il campo d’azione riduci la terminologia utilizzata e puoi concentrarti sulla lingua. Inoltre, leggere sempre lo stesso autore ti fa superare il problema dell’idioletto e di conseguenza dovrebbe farti massimizzare l’acquisizione della lingua. Infatti la velocita di acquisizione della lingua sembra essere direttamente proporzionale alla comprensibilità dell’input.
Il contro sta nell’esigua quantità di vocbolario che acquisisci. Se, come ho detto, da un lato l’avere pochi vocaboli aiuta, dall’altro rallenta i tuoi progressi (perchè impari poche parole).
Credo che la soluzione stia nel mezzo. Cerca di utilizzare molto materiale degli stessi autori, ma non limitarti, usa come input quello che ti piace, perché, alla fine, quello che conta è il divertimento.

Reply

JoinZ November 25, 2008 at 01:59

@先輩

Molto interessante il discorso dell’idioletto, adesso alcune cose mi sono più chiare °_°

Grazie anche per essere passato nel blog, ho apprezzato molto ^_^

Riguardo il libro sì è scritto da uno spagnolo, ma m’è parso carino perchè spiega anche alcune cose come le onomatopee, le imprecazioni e altre cosette di uso colloquiale che mi erano oscure :)

@Luke

Non conoscevo KeyHoleTv, grazie mille! :)
Credo che dovrò sforzarmi per tenerlo spento °_°

@Claudio

Complimenti per i progressi :)
Devo fare un saltino sul tuo blog, abbiamo in comune lo stesso obiettivo della comprensione dell’inglese parlato ;)

Un mio amico che sta in inghilterra ha avuto un po’ di perplessità quando gli ho detto che cercavo di imparare ascoltando programmi americani, perchè è come se uno straniero imparasse l’italiano seguendo una tv locale: succederebbe come il cameriere algerino che lavora da lui che parla in perfetto accento ed espressioni dialettali napoletane; ogni volta s’ammazza dalle risate ascoltandolo :D
Mah d’altronde la tv inglese non è che offra granchè -.-

Reply

歩夢 November 25, 2008 at 13:40

@JoinZ: Si, il libro è carino. Un approccio sicuramente molto più interessante e divertente di un normale manuale. Però io tendo a fidarmi sempre molto poco del materiale non prodotto da nativi.
Comunque lo spagnolo che ha scritto quel libro credo sia in gamba, dovrebbe essere anche il curatore della versione spagnola di RTK (si, loro ce l’hanno). Quindi un tipo dalla mente aperta :)
In Italia è uscito solo il primo volume, ma in Inglese ce ne sono tre, più uno dedicato ai kanji (primo di tre) con un metodo simil-RTK ma più visuale (ti fa proprio i disegnini delle sorie ;) ).

Se usare l’Inglese americano o quello britannico è una scelta di vita. Io non lo paragonerei allo studio di un dialetto rispetto alla lingua madre.
Ormai l’Iglese americano è una lingua a tutti gli effetti e con tutta la dignità ed il rispetto che merita. In Inglese americano sono scritti lavori letterari di notevole livello (praticamente tutta la letteratura americana) ed è una lingua parlata da milioni di persone.
E’ per molti versi diverso dall’Inglese britannico (non solo nella terminologia ma anche nella grammatica), quindi è preferibile scegliere se imparare l’uno o l’altro. Un po’ come la scelta tra Cantonese e Mandarino. Magari si impara prima uno e poi l’altro. In ogni caso io non li mischierei, sono talmente diversi e simili allo stesso tempo che il rischio di confonderli è alto, col risultato di parlare un Inglese del tutto personale che “suona strano” ai nativi di entrambe le nazioni.

Io preferisco il suono dell’Inglese britannico, ma è una questione di gusto personale. Se devo essere sincero, capisco molto di più quello americano perché a suo tempo ho usato molto materiale made in USA. E’ anche molto più facile costruire un immersion environment di Inglese americano, tenendo conto che gli USA sono i primi produttori di entertainment al mondo (credo seguiti dal Giappone).

Reply

Claudio Giubrone November 25, 2008 at 20:06

Circa lo spagnolo che ha fatto il libro “Giapponese a Fumetti”, se non sbaglio ha fatto tre libri, più due workbooks, una serie di libri sui kanji tipo RTK con dei bei disegnini e un libro sui Kana sempre sul modello di RTK. Si è dato da fare l’amico (^_^)

Circa l’inglese e l’americano:
Io mi riferisco a entrambi col termine “inglese” ma ormai sto studiando l’americano. Da un lato l’America è il paese più potente e dall’altro ciò che può interessarmi per l’immersion environment viene da lì. Grazie alla scuola conosco la grammatica inglese e posso notare le differenze della lingua dal punto di vista grammaticale (soprattutto circa il present perfect che noto essere usato di meno dagli americani). Il problema sono quelle parole pronunciate in modo differente da un inglese e daun americano,ma io uso questo vocabolario online
http://www.thefreedictionary.com
Che oltre a essere monolingua presenta la pronuncia di ogni parola(la differenza però sta soprattutto nell’accento a cui bisogna farci l’orecchio) che mi torna molto utile se ho dei dubbi.
Lo stesso sito offre diverse lingue, ma manca il giapponese (il cinese c’è).

Reply

Luke November 25, 2008 at 22:45

Sono contento di essere stato utile nel menzionare KeyHoleTv, in effetti per l’immersion environment è proprio una manna dal cielo ^^
Riguardo all’inglese, io sono stato 9 mesi a Londra ma di accento britannico ne ho ben poco visto che la suddetta metropoli è popolata più da stranieri che inglesi al 100% e quindi ho sempre interagito con un inglese un po’ americanizzato, ma foneticamente mi piace molto di più quello britannico e a volte mi domando come potrei fare a impararlo a fare, visto che l’inglese già lo so.

Riguardo al giappo, ho iniziato a vedere i dorama finalmente senza sottotitoli..un duro colpo perchè dal capire sono passato a dover cercare di capire le situazioni attraverso le poche parole che comprendo,non capire interi dialoghi è molto frustrante ma non mi arrendo e continuerò a fare almeno un’ora di ascolto attiva per giorno e il resto del tempo che trascorro a casa quella passiva.
Volevo sapere dove è possibile reperire i sub in giapponese se esistono, o se a questo punto conviene direttamente comprarsi i dvd in giappo che dovrebbero avere i sottotitoli in lingua.
Ultima domanda, e se guardassi dorama sottotitolati che ho già visto tempo fa ma stavolta senza sub?aiuterebbe o farebbe solo danni?

Reply

歩夢 November 25, 2008 at 23:33

L’imitazione è la strada. Per acquisire un accento, adotta un genitore ;) Prendi ad esempio un attore che ti piace particolarmente ed imitalo. A lungo andare assumerai il suo stesso accento, proprio come lo hai preso dai tuoi genitori.

Di sub in Giappo se ne trovano pochissimi. Comprare i DVD è una buona idea, ma attento perché non tutti hanno i sottotitoli esatti.
In alternativa c’è dramanote.com, dove puoi reperire le trascrizioni di molti dorama, anche molto recenti. E’ un sito amatoriale, ma per quel che ho potuto vedere, le trascrizioni sono abbastanza precise. Attualmente io sto usando quella di ブラッディ・マンデイ.

Riguarda pure tranquillamente i dorama che hai già visto con i sottotitoli. Anzi, se riesci a reperire le versioni Giappo di film occidentali che ti piacciono e conosci bene va benissimo.

Reply

Luke November 25, 2008 at 23:38

おかった、わかりました、がんばります!
Su dramanote ci ero già andato ma non riesco a trovare i link da dove scaricare le trascrizioni…

Reply

歩夢 November 26, 2008 at 11:23

Sul sito dramanote c’è una casella per la ricerca. Inserisci li il titolo del dorama in originale, quindi se è in Giapponese devi scriverlo in Giapponese. Per sapere il titolo originale puoi andare su dramawiki ;)

Reply

JoinZ November 26, 2008 at 20:48

Non sapevo Bernabè avesse fatto anche quelle cose, impressive °_°

Bene, sono in rampa di lancio :)

Inglese.Audio
Migro Chuck e the Big Bang Theory ad una visione senza sub (mi tengo solo Heroes e Californication per il momento ;_:), riprendo Scrubs, ed inizio IT Crowd (UK e “nerdicamente” divertente).
Prevedo di base due puntate al dì (se li finisco ho in coda House MD fermo alla 3^, CSI, Prison Break, Dexter, Criminal Minds… non mi mancano certo :P ).
Sto finendo di scaricare i podcast da china232, che saranno il mio sottofondo di buona parte della giornata.

Inglese.Vocaboli (che non bastano mai)
I desk che si trovano nel sito di Anki sono abbastanza inutili perchè fissi sullo schema parola-definizione, mentre servono frasi intere; me ne farò uno da zero che forse è meglio, visto che sono ad un livello abbastanza avanzato :)
Al momento non ho alcun libro inglese di letteratura interessante, le mie fonti saranno le mie solite letture on-web e i sottotitoli delle serie TV.

Giapponese.Audio
Non posso immergermi AJATT-style vista l’urgenza dell’Inglese, ma per il momento posso continuare a guardare i film giapponesi (e Naruto) come faccio ora, cioè con i sub eng; meglio di niente :/
E poi c’è la KeyHoleTv, ormai sta diventando una droga °_°

Giapponese.Input
In attesa che mi arrivi il libro RTK-1 ripasso i kana.
Una volta che sarà in mio possesso via di Kanji, bene e senza troppa fretta per il momento :)

E adesso due domande °_°
1- Il programma che sembra? Critiche, suggerimenti, consigli?
2- Usi/Usate il laddering (indi l’inglese) anche per costruire le vostre storie col metodo Heisig?

Reply

歩夢 November 26, 2008 at 22:43

@JoinZ: Che dire, ti sei organizzato per benino :)

Visto che mi chiedi un consiglio, ti direi di evitare i sottotitoli inglesi su Naruto (altrimenti leggi quelli e non senti il Giappo).

Per il deck di Anki fai bene a fartelo tu da zero. Visto che sei avanzato, vai direttamente monolingua. Non perdere tempo con le traduzioni, metti la frase nella domana e le definizioni delle parole “difficili” nella risposta (prese da vocabolario monolingua). Nella risposta metti anche la trascrizione fonetica. Non so se l’ho già citato, ma il padre del metodo AJATT, nato proprio per l’Inglese, è antimoon.com, leggilo tutto, mi raccomando.

Risposta 2: Si, io ho usato l’Inglese anche per Heisig, visto che le parole chiave sono in Inglese.

Reply

Claudio Giubrone November 27, 2008 at 23:31

Mi è venuto un dubbio.
Accanto a Heisig, va bene studiare significato e letture dei kanji tramite letture e frasi? In sostanza: acompagnare lo studio della scrittura dei kanji e loro memorizzazione con uno studio pratico e un bel po’ di frasi. Credo che questo approccio potrebbe adattarsi meglio al mio carattere.

@JoinZ: con i podcast di china232 metti il volume basso perché all’inizio mettono il rumore di un vetro che si rompe. La prima volta sono saltato in aria.
I podcast di ESL sono ottimi.

Reply

歩夢 November 30, 2008 at 17:32

Io mi dedicherei ad rtk da solo. Già è “pesante” così.
Per le frasi ne avrai di tempo dopo aver finito rtk. E tutto risulterà più facile.
Tra l’altro, se escludiamo qualche frase elementare, è difficile trovare frasi che contengano solo i kanji che hai già studiato in rtk.

Reply

JoinZ December 12, 2008 at 01:43

@先輩
Non ti avevo ancora ringraziato per i consigli, ごめんなさい :)

Riguardo Heisig a volte mi viene un po’ scomodo ricordarmi le parole chiave in inglese, per quanto lo capisca :/
Mi invento delle chiavi in italiano o persevero?

@Claudio
Hanno fatto venire un accidente anche a me °_°
Meno male che poi l’hanno tolto.
Negli ultimi podcast hanno anche levato la sigla introduttiva ;)
Ho ascoltato di sfuggita ma sembra che gli ascoltatori si fossero lamentati :D

Reply

歩夢 December 12, 2008 at 11:11

Il problema di tradurre le chiavi in Italiano sta nel fatto che molte di esse sono sinonimi. Il rischio è che se ne traduci una all’inizio, rischi di trovare il sinonimo in seguito. Quando trovi il sinonimo potresti avere diversi problemi e addirittura confondere le cose.
Ad esempio, quando due chiavi hanno la stessa traduzione in Italiano.
Per essere efficace, il lavoro di traduzione adrebbe fatto per tutte le chiavi prima di studiarle (praticamente tradurre prima tutto il libro). Ma non credo sia questa una strada percorribile.

Tra l’altro, ciò che è contestabile ad Heisig è l’aver usato spesso chiavi “oscure”, parole rare anche per gli stessi madrelingua inglesi.
Quello che faccio io è usare un vocabolario di inglese (monoilingua) per capire il significato delle keywords più “misteriose”. In anki, nel lato domanda della carta, assieme alla chiave inserisco la definizione dal dizionario monolingua. Questo mi aiuta a disanbuguare i sinonimi e a chiarire il significato delle parole inglesi meno comuni.

Reply

JoinZ December 12, 2008 at 13:00

Ah non sapevo ci fosse questo problema dei sinonimi, allora come dici tu meglio lasciar perdere visto che ci sarebbe da fare un lavoraccio -.-’

Seguirò il tuo hint cercando la definizione da dizionario monolingue, grazie mille!!! :)

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