Diario di Giapponese – 4

by Davide Petilli on September 21, 2008

È passato poco meno di un mese dal mio ultimo “Diario di Giapponese”, quindi mi accingo ad aggiornarvi nuovamente sui miei progressi.

Nonostante settembre sia stato un mese abbastanza stressante con il lavoro, sono riuscito a restare costante con lo studio del Giapponese. Il mio immersion environment continua senza sosta. Nella mia giornata “tipo” ho nelle orecchie il parlato Giapponese per 14/15 ore al giorno (più di questo non riesco perché la notte mi da ancora fastidio). Ad oggi sono a circa 750 ore di ascolto e, benché la strada verso le 10000 ore sia ancora lunga (matematicamente impossibili in 18 mesi), sono fiducioso che la mia comprensione del parlato stia aumentando giorno dopo giorno.

Giudicare i progressi giorno per giorno è impossibile, è come quando si fa una dieta e ci si pesa quotidianamente. Se però analizzo i miei progressi ad intervalli di tempo più lunghi, mi rendo conto di essere migliorato molto.

Le frasi su Anki ad oggi sfiorano le 2000 e contano 969 kanji, 127 in più rispetto al mese scorso. Il ritmo di aumento dei kanji va man mano diminuendo; questo fenomeno è fisiologico perché nelle mie letture incontro sempre meno kanji sconosciuti. Nonostante non sia ancora in grado di leggere in maniera fluente tutto ciò che incontro, ci sono le piccole soddisfazioni come quando leggo Death Note e mi ritrovo ad apprezzare la storia, senza rendermi conto di leggere in Giapponese (anche se poi arriva sempre quella parola misteriosa che rompe l’incantesimo).

Come è capitato a molti (anche allo stesso Khatzumoto), mi sono reso conto che stavo diventando vittima dell’SRS, per questo ho deciso di stabilire un numero minimo di frasi (100 tra nuove e ripetizioni) da ripetere ogni giorno e andare oltre solo se ne ho davvero voglia (al minimo sintomo di noia passo ad altro). Se durante la settimana accumulo troppe ripetizioni, la domenica faccio qualcosa in più.

Nel giro di qualche settimana, vorrei ridurre questo numero minimo a non più di 60/70 frasi, ma per ora mi è impossibile perché non voglio accumulare troppe frasi “scadute”.

Come ogni mese, sono in overdose da dorama, l’ultimo visto è stato シバトラ che ho trovato molto simpatico. Ho anche comprato lo script di タイガー&ドラゴン e devo dire che mi sta aiutando moltissimo. La mia attività in questi giorni è quella di guardare il dorama con l’aiuto dello script, inserire frasi in Anki e poi estrarre spezzoni di audio per caricarli sull’iPod ed ascoltarli tutto il giorno. Adesso riesco a capire frasi per me prima impossibili come 「こいつぁ口ばっか達者なヤツでして」. I dialoghi di タイガー&ドラゴン sono abbastanza difficili per via delle tante espressioni colloquiali e per la parlata ヤクザ di 虎児 che tra l’altro “cianchischia” parecchio con le parole, comunque nulla di impossibile.

Come ogni mese, la nota dolente è la lettura. Leggo molto meno di quanto vorrei, e questo è male, ma il tempo a disposizione è quello che è. Spero che migliorando anche la lettura diventi meno faticosa e possa  essere inserita come attività serale prima di andare a dormire.

Anche per questo mese è tutto.

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{ 8 comments… read them below or add one }

*kitsune999* September 22, 2008 at 20:20

Ciao,
è da un pó che leggo il tuo blog (ti ho anche linkato al mio) e vorrei complimentarmi con te per i tuoi successi, alla fine la costanza premia sempre, vero?^^
Sono interessata a sentire il tuo parere sul metodo Assimil per imparare il giapponese, tu come lo giudichi? Mi interessa soprattutto sapere cosa ne pensi a proposito del modo in cui vengono presentati i kanji. Ti sembra un metodo di studio efficace per apprenderli e non scordarli piú? Grazie mille in anticipo!
じゃ,また!!

Reply

歩夢 September 22, 2008 at 20:45

Grazie per i complimenti! È vero, la costanza premia. Assimilare una lingua è un processo che si costruisce giorno per giorno, e solo con una dedizione quasi ossessiva.

Il metodo Assimil poggia su basi assolutamente condivisibili. Il principio, se vogliamo, è lo stesso del metodo AJATT.Però, a differenza di AJATT, è limitante (come tutti i corsi del resto). Comunque penso che se dovessi scegliere un corso, probabilmente sceglierei proprio Assimil (magari integrato con Rosetta Stone se costasse meno).

L’approccio ai kanji sono del tutto convinto che sia quello migliore. Sostanzialmente è lo stesso principio di AJATT, se non ricordo male. Il fatto di non scordarli più però non esiste, anche i giapponesi stessi li dimenticano di continuo!
Purtroppo non esiste modo di imparare i kanji e non dimenticarli più se non quello di leggere e scrivere Giapponese per il resto della nostra vita.
Mi ripeto, non è un problema degli stranieri che imparano il Giapponese, sono gli stessi giapponesi a dimenticare i kanji (soprattutto come si scrivono).

Se non vuoi usare il metodo AJATT, penso che Assimil possa essere la scelta giusta. Però sii sempre cosciente delle limitazioni che ogni corso, per sua stessa natura, ha. Prima o poi, in ogni caso, dovrai iniziare a camminare sulle tue gambe (ovviamente parlando dello studio del Giapponese) :)

Reply

Yuffie September 23, 2008 at 11:27

Wow, quanti progressi! Io sono ancora ferma a RTK, spero di riuscire a finirlo (prima o poi!)
Comunque non credo riuscirei a reggere tutte quelle ore di ascolto di giapponese!

Reply

歩夢 September 23, 2008 at 12:16

Ascoltare tanto Giapponese è solo una questione di abitudine. All’inizio, dopo poche ore ti stanchi, ma dopo un po’ diventa “seconda natura”.
Adesso riesco a mantenere l’audio Giapponese come sottofondo anche quando faccio le ripetizioni con l’SRS, cosa prima impossibile.
Dormire con il Giappo nelle orecchie (come consiglia Khatzumoto) mi è ancora impossibile. Dormo malissimo. Magari in futuro…

Unico lato negativo: i colleghi di lavoro ormai mi prendono in giro perché sto sempre con gli auricolari nelle orecchie… :)

Sono certo che riuscirai a finire RTK, dopo ti renderai conto di come tutti i pezzi del puzzle inizieranno a combaciare. Il sacrificio di studiare RTK paga sempre.

Reply

*kitsune999* September 23, 2008 at 21:36

Grazie per l’esauriente risposta!^^
Il fatto che tu mi dica che anche gli stessi giappini i kanji talvolta se li scordano mi conforta moltissimo…d’altra parte peró è abbastanza logico, sono davvero TROPPI, tra cui moltissimi omofoni e caratteri somiglianti! La pronuncia che in genere faccio piú fatica a ricordare é la ON, anche se il trucchetto sarebbe associarla a qualche parola composta in cui figura…solo che non é sempre la cosa piú facile del mondo ricordarsi di tale parola xD
Per adesso mi sto focalizzando sulla scrittura, che aiuta moltissimo a “fissare” i kanji…é faticoso, ma molto bello e stimolante.
Posso chiederti un’altra cosa? Tu hai in programma di sostenere il JLPT quest’anno? E se sì, a che livello? Ne sai davvero a pacchi, fossi in te tenterei il secondo…
A presto!!(^o^)/

Reply

歩夢 September 23, 2008 at 22:56

Non “talvolta”, i Giapponesi dimenticano regolarmente i kanji ^_^.
La differenza con noi è che loro vivono in un posto dove i kanji sono ovunque, quindi hanno modo di mantenersi sempre allenati, almeno per quanto riguarda i kanji più comuni.

Il giapponese medio raggiunge un punto di equilibrio dove sa leggere un po’ tutto quello che incontra e sa scrivere quello che gli serve nella vita quotidiana. Diciamo che su tutti i kanji che esistono (80.000 quelli conosciuti di cui circa 6500 in uso in Giappone) circa 1000 coprono il 90% di quello che si trova scritto sui giornali.
Se però si leggono pubblicazioni scientifiche e tecniche o anche narrativa di un certo livello, iniziano a comparire molti kanji “rari” che fanno calare quel 90% a livelli anche molto più bassi. Per inciso, leggere autori come Mishima è difficile anche per un giapponese.
Questo vuol dire che, tolta la base di kanji molto comuni, ognuno si specializza nei kanji utilizzati nel proprio settore. Un medico conoscerà kanji “rari” come 痺, un vignaiolo non avrà problemi con 葡 ed un impiegato dell’anagrafe conoscerà alla perfezione tutti i 人名用漢字 (i kanji usati nei nomi delle persone).

Una volta incontrai una ragazza giappina (^_^) alla quale chiesi quanti kanji conoscesse. Fui sconcertato quando mi disse che ne conosceva 300, massimo 400, tanto gli altri non le servivano. Praticamente ne conoscevo più io di lei.
In realtà lei intendeva i kanji che sapeva sia leggere che scrivere, suppongo che ne sapesse leggere molti di più. Attualmente io ne scrivo più di lei (ma ne leggo sicuramente molti meno), che soddisfazione!^_^.

Per memorizzare gli onyomi, devo ammettere che non faccio nulla di particolare, se non impararli in un contesto. Assolutamente non imparo liste di kanji con le loro varie letture. Generalmente mi basta vedere una parola poche volte per impararla passivamente. Tra l’altro, man mano che il numero di kanji conosciuti aumenta, il tutto diventa più facile. Questo accade perché nelle parole i kanji nuovi sono sempre più spesso accompagnati da kanji già conosciuti. Basta fare un po’ di collegamenti e tutto inizia a quadrare.
Ad esempio, se incontro la parola 生活 noto che 生 è lo stesso di 先生 e di 学生, mentre 活 è lo stesso di 活動 e 動 è lo stesso di 動物 e 自動車, e così via.

Quest’anno non mi sono iscritto al JLPT, ma prima o poi lo farò. Magari l’anno prossimo. Mi piacerebbe buttarmi direttamente sul primo livello, ma non credo che l’anno prossimo sarò già a quei livelli ^_^

Continua a leggermi, alla prox!

またね!

Reply

*kitsune999* September 24, 2008 at 16:46

Certo che lo faró, e con piacere, anche!(^o^)
Posso chiederti l’ennesima cosa (poi non rompo piú, giuro)? In un tuo precedente post (http://lordgolemnihongo.blogspot.com/2008/04/kanjipostercom-e-alternative.html) ho letto che sei disposto a condividere il file PDF con i 2042 kanji di uso comune, frutto delle tue fatiche e ricerche. Se potessi inviarmelo qui (kitsune999@lamourdesroses.net) te ne sarei molto grata!!^^
Grazie di nuovo!!

Reply

歩夢 September 24, 2008 at 18:21

Prima di tutto: non rompi affatto! Mi fa molto piacere ricevere commenti, altrimenti non scriverei nemmeno il blog :) Quindi commenta pure quanto vuoi.

Quanto al file, te lo mando stasera, appena torno a casa (prima della mia dose quotidiana di dorama)… :)

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