Libro: A Dictionary of Basic Japanese Grammar – Serie completa

by Davide Petilli on June 26, 2008

41zO3fSx+8L._SL500_AA240_Tra i libri che reputo fondamentali per qualsiasi studente di Giapponese, c’è sicuramente questo “A Dictionary of Basic Japanese Grammar“, per gli amici ADOBJG.
Ormai sapete che sono contrario allo studio “formale” della grammatica, ma il dover capire come funzionano certi costrutti è comunque una necessità che prima o dopo va affrontata. Se l’ottima guida di Tae Kim può toglierci dagli impicci, questo libro piò farlo ancora meglio, essendo più completo e di più facile consultazione.
Va fatta subito una premessa: il libro, come al solito, è in inglese e che io sappia non esiste nulla di analogo in Italiano, sorry. Prima di dedicarvi al Giappo, studiate l’Inglese… :)
Come si evince dal titolo, il libro è un vero e proprio “dizionario” della grammatica di base. I vari elementi grammaticali sono elencati in ordine alfabetico e in caratteri latini (sic!). La struttura di ogni voce è sempre coerente: c’è una breve spiegazione dell’elemento in questione, una serie di possibili traduzioni in Inglese (utili per capire il senso, ma evitate sempre di fare traduzioni) ed una buona quantità di esempi di utilizzo.
È sicuramente positivo che negli esempi vengano utilizzati i kanji, così da potersi abituare ad un uso naturale del Giapponese, purtroppo, però, la pronuncia è indicata in roumaji, cosa alquanto negativa (anche se lo è meno per noi Italiani).
Dopo gli esempi ci sono delle utilissime note dove vengono spiegati (con esempi dove serve) usi particolari, alternative e quant’altro. Ci sono poi dei richiami ad altre voci correlate che sarebbe opportuno analizzare o confrontare.

All’inizio del libro c’è un elenco dei termini grammaricali con una certa quantità di esempi. Ad esempio viene spiegato cos’è il passivo e vengono rportati degli esempi di frasi che lo utilizzano; oppure viene spiegato il concetto di oggetto diretto con relativi esempi. C’è poi una autorevole dissertazione sulle caratteristiche della lingua Giapponese, sempre corredate da esempi.
Negli appendici c’è una grande quantità di tabelle con gli schemi delle coniugazioni di verbi e aggettivi, gli schemi delle Ko-So-A-Do, le coppie di verbi transitivi e intransitivi ecc. Notevole è anche il paragrafo che “insegna” a migliorare la velocità di lettura imparando ad individuare i cosiddetti modificatori.

Sia che seguiate un metodo di studio tradizionale, quindi con libro di testo ed esercizi, sia che utilizziate il metodo AJATT come me, questo libro può risultare utilissimo. E’ ricchissimo di esempi di Giapponese reale (il libro è di autori Giapponesi) e le traduzioni, pur non essendo letterali, sono sempre molto chiare e scritte in un ottimo Inglese. Insomma, questo libro è il compagno ideale del vostro SRS ogniqualvolta vogliate chiarire qualche concetto oscuro.

Tenendo conto della sua natura di dizionario, ritengo poco utile leggere il manuale dall’inizio alla fine come fosse un libro di testo (a parte ll’introduzione). Io lo consulto quando vengo in contatto con costrutti che mi sono poco chiari; in quei casi, leggo le spiegazioni in ADOBJG e aggiungo in Anki uno o più esempi.

Penso che l’unico difetto sia il fatto di avere le pronunce delle frasi in caratteri latini (roumaji). Per quanto questo comporti meno problemi a noi Italiani rispetto agli anglofoni, sarebbe stato preferibile avere le pronunce in kana.
Se proprio volessi trovare un altro difetto, potrei dire che non è sempre facile trovare quello che si cerca: non c’è uno “standard di catalogazione”. Cerco di spiegarmi: se ad esempio si cerca un costrutto composto da particella+ausiliario, non si sa se questo è spiegato nella voce relativa alla particella o a quella relativa al verbo ausiliario. Questo a volte comporta il dover cercare in più punti del libro, perdendo tempo prezioso.
A Dictionary of Intermediate Japanese GrammarEsiste anche un seguito di questo libro, “A Dictionary of Intermediate Japanese Grammar“. Come dice il titolo, il libro va oltre il primo volume ed analizza la grammatica che viene giudicata “intermedia”. La struttura rimane la stessa. La differenza più importante rispetto al primo volume, oltre ovviamente i contenuti, è, con mia grande gioia, l’eliminazione del roumaji e l’introduzione dell’uso di furigana per quanto riguarda le pronunce.
Fate attenzione perché l’indice analitico alla fine del libro si riferisce and entrambi i volumi. Se avete il secondo volume, è fondamentale avere anche il primo.

Un terzo volume, “A Dictionary of Advanced Japanese Grammar“, è in uscita in questi giorni (ho già fatto il preordine). Non avendolo ancora nelle mie mani, non posso sbilanciarmi nel giudicarlo, ma se le aspettative saranno confermate, sarà la degna conclusione della serie. Il volume dovrebbe concentrarsi su quegli argomenti considerati “avanzati” come possono esserlo il keigo, i costrutti che si trovano in opere letterarie, elementi grammaticali relativamente rari ecc. Averli tutti sarebbe l’ideale, la lingua reale non fa distinzione tra grammatica di base, intermedia o avanzata, quando leggerete un giornale in Giapponese, troverete mescolati (presumibilmente in proporzione) i costrutti presentati in tutti e tre i volumi. Purtroppo sono libri piuttosto costosi (al momento sui 3.900 yen l’uno, circa 23 euro più spedizione), quindi se non potete acquistarli tutti da subito, partite con il primo (con gli elementi più comuni della lingua) e man mano che/se vi occorreranno, prendete gli altri.

AGGIORNAMENTO: Ho ricevuto da qualche giorno il volume “rosso” e, benché non abbia avuto ancora l’occasione di utilizzarlo, ho avuto modo di sfogliarlo per bene. Quello che posso dire è che le aspettative sono confermate, il libro prosegue sulla stessa linea dei primi due volumi spiegando costrutti avanzati.
Nella parte iniziale del volume ci sono delle illuminanti spiegazioni sull’uso degli aggettivi in Giapponese (che mi hanno chiarito qualche dubbio). In particolare viene spiegata in maniera molto chiara la correlazione tra gli aggettivi い, な e の, cosa che non ho mai trovato in nessun libro.
Gli esempi nelle spiegazioni, che sono il punto forte della serie, restano abbondanti anche in questo volume ma, a differenza dei predecessori, qui sono davvero avanzati, arrivanto a diventare dei veri e propri paragrafi con abbondante uso di kanji.

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{ 6 comments… read them below or add one }

Yuffie July 4, 2008 at 12:32

Eccomi di nuovo qui a rompere.Volevo comprare Remembering the kanji e UBJG: il primo lo trovo anche in Italia, il secondo lo trovo solo su amazon.co.jp (su amazon.com costa troppo…), il problema è che 1-non so quanto ci sta ad arrivare (e se spedisce anche in Italia), 2-non so nemmeno come iscrivermi poichè il giapponese ancora non lo so…
Mi faccio bastare Remembering the Kanji e lascio stare l’altro?

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歩夢 July 4, 2008 at 14:29

Non rompi affatto, anzi.

Amazon.co.jp spedisce tranquillamente anche in Italia. La merce arriva in circa 4 giorni, il problema è solo il costo della spedizione che è di 4000 yen (spediscono solo con fedex).
Detto questo, per la mia esperienza posso dirti che amazon offre un servizio esemplare. Se hai problemi ad iscriverti, posso aiutarti io.

Quanto a UBJG, sai già che lo considero un ottimo libro, ma solo se segui un metodo come AJATT. Tieni presente che il libro è una grande collezione di esempi, senza spiegazioni. Io l’ho completato tutto e ho inserito circa 1000 frasi in anki. Mi sono trovato benissimo, salvo i pochi difetti di cui parlo nell’articolo dedicato.
Se intendi studiare in maniera tradizionale, posso consigliarti la serie Genki (ma per me il metodo AJATT è l’unica via).

P.S. Se ti interessa, quando ho ordinato la mia copia di UBJG, per sbaglio ne comprai 2. Siccome non ho mai provveduto a restituirla ad Amazon, mi ritrovo con una copia nuova mai aperta.

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Yuffie July 4, 2008 at 15:23

Intendi dire che il metodo AJATT funziona bene? Non so se proseguire in maniera tradizionale oppure con questo metodo, così come non so se studierò il giapponese all’università. Ah, sono confusa XD Proverò a dare un’occhiata alla serie Genki, poi vedo che fare.

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歩夢 July 4, 2008 at 16:08

Si, intendo dire che AJATT funziona benissimo. Tieni conto che all’università il metodo AJATT non sanno manco cos’è, ma nulla ti vieta di fartelo da sola (come fanno tutti del resto). Il metodo AJATT, alla fine, è qualcosa di molto simile a quei corsi tipo Linguaphone e Assimil, con la differenza che i corsi, in quanto tali, costano tanto e sono limitati al contenuto del corso. AJATT te lo fai tu usando Giapponese reale, con il vantaggio che puoi imparare il Giappo leggendo manga e guardando anime (o qualsiasi altra cosa ti piaccia).
Lo svantaggio è che non hai un percorso preciso come può dartelo un corso, quindi devi essere capace di organizzarti lo studio da sola.

In ogni caso, secondo me, una lingua si impara SOLO con un metodo tipo AJATT, studiare la grammatica è inutile, quando parli una lingua non hai il tempo di fare ragionamenti tipo: “devo dire che il gatto è sul tavolo: gatto si dice ‘neko’, tavolo ‘tsukue’, sopra ‘ue’; essendo il gatto un essere animato, devo usare il verbo ‘imasu’, con ‘imasu’ si deve usare per forza la particella ‘ga’ e ‘ni’ quindi la frase è: ‘neko ga tsukue no ue ni imasu’”.
E’ come se per guidare l’auto dovessi studiare la termodinamica perché è su di essa che si basa il funzionamento del motore a scoppio. Sapere la termodinamica va bene se sei un ingegnere, ma per guidare non ti serve :P

Anche io sto valutando se iscrivermi all’università, corso di Giapponese ovviamente :D .

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Yuffie July 4, 2008 at 20:19

Ok, grazie mille! Vedrò che fare, intanto compro “Remembering the Kanji” visto che non ne so nemmeno uno (beh,qualcuno si XD) al massimo affianco un poco di grammatica: per UBJG aspetto ancora, informandomi un po’di più sul metodo AJATT perchè ancora non l’ho fatto!

Reply

Alex January 2, 2009 at 19:46

Ciao, potresti indicarmi qualche main entry succulenta presa da ADOAJG?

Nel pdf che si trova sul sito ufficiale c’è solo una misera paginetta sull’indice e non si riesce a capire un granchè…

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