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La latitanza

Pubblicato da: 歩夢 su: 9 gennaio 2010

Immagino già la vostra domanda ma la risposta è: no, non sono morto. E non ho nemmeno smesso di studiare il Giapponese, ho solo rallentato un po’.

Dopo un anno e mezzo di Giapponese avevo bisogno di tirare un po’ il fiato e di uscire per un poco dalla full-immersion. Nel frattempo sono anche cambiate alcune cosette nella mia vita – nulla di che – e di conseguenza ho dovuto adeguare le mie abitudini.

L’esame per diventare sommelier si avvicina inesorabile, quindi ho dovuto ricavare un po’ di tempo per lo studio. Ovviamente a discapito del Giapponese. Poi, visto che il mio livello di Giapponese è accettabile (credo di essere un upper-intermediate), ho deciso di andare anche un po’ più avanti nella linguistica e aggiungere una lingua più facile alla mia collezione: il Cinese Mandarino ^_^.

Non è una cosa che mi piace fare, ma, per capire un po’ il mio livello attuale nelle lingue, ho fatto qualche test in giro e un’autovalutazione il più onesta possibile. Ho valutato capacità di leggere, scrivere, capire e parlare le quattro lingue che conosco/studio e ho ricavato, con una formuletta, una percentuale dove il 100% corrisponde al madrelingua. Quindi, partendo da un 100% per l’Italiano ho ottenuto un 85% in Inglese, 60% in Giapponese e un misero 5% in Mandarino. In realtà credo di avere una percentuale intorno al 5% anche in Francese, per via delle reminiscenze scolastiche.

Il mio obiettivo per i prossimi mesi è quello di rosicchiare almeno un altro 5% in Inglese per arrivare al 90%, quasi madrelingua; raggiungere almeno l’80% in Giapponese (l’obiettivo finale è comunque almeno 90% anche lì) e raggiungere un onesto 50% in Mandarino. Più sono alte le percentuali e più sono lenti e impercettibili i progressi. Ma basta con le percentuali.

Le attività che svolgo sono grossomodo le solite. Continuo a guardare i dorama in Giapponese. Ne guardo qualcuno in meno, ma continuo. Cerco anche di leggere, ma il tempo è come al solito tiranno.
In Cinese sostanzialmente faccio un ACATT (AJATT per il Cinese) in maniera soft. Diciamo che adesso non ho le forze per un’immersione totale come ho fatto per il Giapponese, ma cerco comunque di vedere film (ci capisco praticamente niente), ascolto podcast e faccio sentence mining.
In Inglese, dove il livello è già abbastanza alto, faccio un lavoro di perfezionamento, soprattutto sulla pronuncia che vorrei avvicinare il più possibile alla Received Pronunciation.
Parlerò più in dettaglio di queste attività nei prossimi articoli.

Concludo qui questo ritorno e vi aspetto nei commenti.

MotivazioneIn questo blog ho sempre parlato in maniera piuttosto “latente” della motivazone, un concetto fondamentale nell’acquisizione di una nuova lingua.
AJATT gravita proprio attorno al restare sempre motivati, infatti seguendo il metodo si acquisisce la lingua svolgendo le attività che più sono gradite nella lingua target (L2). Anche Steven Krashen pone l’enfasi sull’interesse che è necessario avere nel materiale che si utilizza come input. Insomma, sembra abbastanza logico che l’essere motivati aiuti nell’acquisizione di L2 (come del resto in qualsiasi cosa).
Tuttavia la motivazione va oltre il semplice interesse nel materiale che si utilizza ed abbraccia tutta la sfera della nostra vita sociale e personale. Capire in che modo la motivazione influenza l’acquisizione di una seconda lingua può aiutarci a migliorare il nostro metodo di studio e raggiungere più alti livelli di competenza linguistica.

Mi sono imbattuto in un interessante articolo presente su The Internet TESL Journal intitolato proprio “Motivation as a Contributing Factor in Second Language Acquisition“. Nell’articolo l’autrice analizza i risultati degli studi di Gardner e il suo Socio-Educational Model.
Gardner parte dall’idea che il successo di un bambino nell’acquisizione della lingua possa essere dovuto al suo desiderio di ottenere un’identità nella sua famiglia e più in generale nella comunità. Probabilmente lo stesso fenomeno può verificarsi, con le dovute differenze, anche negli adulti che acquisiscono una seconda lingua. Quindi la motivazione avrebbe un ruolo chiave.

Parlando in maniera specifica, altri studi propongono un modello che divide la motivazione in due tipi: motivazione integrativa e motivazione strumentale.
La motivazione integrativa è rappresentata dal desiderio dello studente di integrarsi nella cultura del paese la cui lingua sta studiando.
La motivazione strumentale è portata dalla necessità di acquisire la lingua per uno scopo ben preciso quale ad esempio un esame, ottenere un lavoro, raggiungere uno stato sociale migliore ecc.
Quando entrambi i tipi di motivazione sembrano essere di grande aiuto nell’acquisizione di una lingua, è la motivazione integrativa che sembra permettere l’ottenimento di un maggior successo a lungo termine.

Se si pensa ai paesi con il maggior numero di abitanti bilingui, vengono in mente nazioni come il Canada o l’Olanda. In questi paesi multiculturali ogni individuo ha una motivazione integrativa che lo spinge ad imparare più lingue per potersi integrare socialmente.
Al contrario, nei paesi monoculturali, come l’Inghilterra, il Giappone o la stessa Italia, gli individui hanno per lo più una motivazione strumentale dovuta alla necessità di superare esami o ottenere posti di lavoro. In questi paesi monoculturali la seconda lingua non è percepita come una necessità sociale, essendo la lingua del paese stesso sufficiente all’integrazione sociale. Proprio nei paesi monoculturali il numero di persone bilingui cala drasticamente. Pensate proprio all’Italia: quante persone conoscete capaci di parlare l’Inglese come un nativo? Io poche se non nessuno.

La motivazione integrativa è quindi quella che ci interessa di più. Quando si acquisiscono le lingue per passione e non per necessità, i risultati sono migliori.
Seguendo il metodo AJATT si acquisisce la lingua proprio spingendo sul pedale della motivazione integrativa. Uno dei fondamenti di AJATT è proprio il fare da subito tutto ciò per cui si sta studiando la lingua, senza aspettare di diventare bravi. E’ facendo che si diventa bravi, non si diventa bravi per fare. Se lo scopo è leggere la letteratura di un certo paese, da subito dovremmo utilizzare quella letteratura come input; se lo scopo è guardare i film in lingua originale, da subito dovremmo guardare i film.
Questo tipo di approccio stimola grandemente la motivazione integrativa e ci aiuta a mantenere alto il morale durante tutto il percorso di acquisizione. Avere un ritorno concreto è più produttivo che studiare regole che non ci portano da nessuna parte o addirittura ci lasciano smarriti di fronte a ciò per cui stiamo imparando la lingua.

I concetti di motivazione integrativa e motivazione strumentale possono essere mappati quasi perfettamente sui due tipi di motivazione generalmente discussi in psicologia: la motivazione intrinseca e la motivazione estrinseca. La prima è la motivazione che proviene dall’interno della persona, come ad esempio il piacere di svolgere il compito stesso. La seconda è la motivazione proveniente dall’esterno come ovviamente può esserlo l’ambizione di un premio in denaro, un bel voto ma anche la paura di una punizione. Entrambi i concetti sono studiati da circa 40 anni e anche in questo caso la motivazione intrinseca (che noi paragoniamo alla motivazione integrativa del campo linguistico) sembra portare ai risultati migliori.

C’è però anche chi sostiene, come il prof. Steven Reiss, che la motivazione intrinseca non esista nemmeno. Citando le sue parole

Gli individui variano enormemente in cosa li rende felici. Per qualcuno competizione, vittoria e ricchezza sono le maggiori fonti di felicità; per altri il socializzare porta più soddisfazioni. Il punto è che non si può dire che alcune fonti di motivazione, come ad esempio i soldi, siano intrinsecamente inferiori.

La motivazione intrinseca è uno dei concetti fondamentali dell’andragogia, infatti, nel caso degli adulti, sembra che la motivazioni interne siano più efficaci delle pressioni esterne. Nella teoria dell’autodeterminazione, molto considerata nell’andragogia, la motivazione intrinseca viene ampliata introducendo il concetto di internalizzazione, riferendosi al tentativo di, appunto, “internalizzare” uno stimolo esterno. Quindi nella teoria dell’autodeterminazione anche l’idea del prof. Reiss troverebbe posto.
Secondo degli studi recenti, anche le motivazioni estrinseche possono trasformarsi in intrinseche, a patto che sia possibile “internalizzarle”. Basterebbe infatti fornire allo studente adulto una ragione valida per promuovere in maniera forte i risultati.

Qualunque sia il motivo per cui si impara una lingua, bisogna cercare di “internalizzare” la propria motivazione. Non credo che esista un modo standard per farlo, è un qualcosa che ognuno deve imparare a fare da solo, anzi, probabilmente sono processi che avvengono per lo più inconsciamente.
Suppongo che all’inizio un po’ tutti siano motivati. La difficoltà sta nel mantenere alta la motivazione durante tutto il periodo di acquisizione (che in realtà non finisce mai). Anche a me a volte capita di sentire venir meno la spinta motivazionale, ma mi basta immaginare per un momento come sarà quando avrò raggiunto il livello cui aspiro per tornare subito in carreggiata.

Voi come fate a mantenere alta la motivazione ogni singolo giorno?

National Geographic in Giapponese

Pubblicato da: 歩夢 su: 15 settembre 2009

Per chi sta imparando il Giapponese e al contempo ama il mondo che ci circonda c’è una bella notizia: National Geographic ha un canale su YouTube in Giapponese. Guardare questi video è una buona idea per ascoltare del Giapponese parlato sicuramente alla perfezione e allo stesso tempo imparare qualcosa di nuovo.

Sul canale sono presenti al momento 74 video e purtroppo da 6 mesi pare non ne vengano aggiunti di nuovi. Ad ogni modo, 74 video sono più che sufficienti per passare qualche ora interessante, quindi non mi resta che inserirne qui uno simpatico sui panda e rimandarvi per gli altri al canale su YouTube.

Se voleste leggere anche qualcosa a tema, il sito giapponese di National Geografic è un’ottima fonte di articoli interessanti.

Libro: Lo studio del Giapponese

Pubblicato da: 歩夢 su: 13 settembre 2009

Scopro solo ora l’esistenza di questa guida scritta da Antonio Frecentese, un ragazzo che ha studiato Giapponese presso l’Università degli Studi di Venezia. Il PDF in questione non è un corso come i tanti che si trovano in giro per Internet, ma una raccolta di esperienze, risorse e consigli relativi allo studio della lingua. E per di più è gratuito. Antonio (mi permetto di chiamarlo per nome) non propone un metodo di studio ma un metodo per orientarsi tra le tante opportunità che è possibile reperire in giro per la Rete e non solo.

Per quel che ho potuto vedere (non ho letto tutto il PDF), il suo approccio è diverso dal mio. Del resto lui proviene dal mondo universitario i cui metodi di insegnamento sono diametralmente opposti alla “mia” filosofia di apprendimento delle lingue. Chi mi legge da tempo sa già che sono un sostenitore delle teorie del linguista Krashen e del metodo AJATT.

All’inizio del saggio è proposto un breve riassunto della grammatica giapponese. Un capitolo che io non avrei scritto. Il mio presupposto è quello che la grammatica non serve, ma a prescindere da questo, ritengo il capitolo troppo breve per essere utile a chi voglia imparare il giapponese usando un metodo “tradizionale”.

Saltato il capitolo grammatica, si entra nel vivo con una rassegna commentata di libri, siti internet, software ecc. Tra tutto ciò che elenca è certamente possibile trovare qualcosa che faccia al caso nostro, sia per i “tradizionalisti” che per chi usa metodi innovativi o sperimentali.

Nel saggio è presente anche una guida a come superare i vari test come il JLPT e un capitolo dedicato allo studio del Giapponese in Giappone. Tutto basato sull’esperienza personale, risulta molto utile a chi voglia cimentarsi.

Nonostante, come già detto, il suo approccio sia diverso dal mio (non che il mio sia necessariamente migliore), ritengo il suo libello molto utile e simpatico per chi inizia (ma anche per chi già mastica la lingua). In più ha il non piccolo vantaggio di essere gratuito.

Potete scaricare il PDF direttamente da qui.

Evviva il nuovo blog!

Pubblicato da: 歩夢 su: 12 settembre 2009

Come potete notare, il blog si è trasferito ed ha cambiato nome.
I motivi sono presto detti: prima di tutto la piattaforma Blogger sembra quasi abbandonata dagli sviluppatori e non presenta tutte quelle simpatiche funzioni che invece WordPress ha. In secondo luogo, gli argomenti di questo blog sono un po’ cambiati. Ma niente paura.

Il Giapponese resta l’argomento centrale, ma non sarà più il solo. Come ho già accennato, intendo imparare altre lingue e certamente ne parlerò in questo blog.
Da quando ho iniziato a studiare il Giapponese, sono cambiate molte cose. Da semplice appassionato del Giappone (quale ancora sono), sono diventato appassionato di linguistica. Per questo il nuovo blog, raccolta l’eredita di ゴーレムの日本語, andrà oltre e sarà il blog di un aspirante poliglotta. Gli articoli non saranno più solo Gapponese-centrici ma spazieranno su tutti gli aspetti della linguistica.
Non aspettatevi il cambiamento immediato però. Prima di iniziare a studiare altre lingue devo portare il mio Giapponese ad un livello per me soddisfacente.

Il sito è nuovo e probabilmente ha ancora qualche problemino tecnico. Soprattutto penso ci siano molti link che indirizzano ancora al vecchio blog (l’importazione automatica non li converte). Se doveste notare qualcosa di strano vi prego di sengalarmelo.
Vi prego anche di aggiornare i vostri bookmark ed eventuali link sui vostri siti.

Spero che continuiate a seguirmi anche qui.

またね。^_^

Diario di Giapponese – 14 e 15

Pubblicato da: 歩夢 su: 11 settembre 2009

Sono latitante.
Tra una cosa e l’altra, quest’estate ho avuto poco tempo per scrivere sul blog e, quando anche ho avuto tempo non ho avuto voglia.
Alla fine non è che abbia fatto chissà che cosa, a parte qualche giorno di ferie. Ad agosto è venuto a trovarmi un amico dal Giappone. Si è trattenuto qui per quattro giorni qui da me e ho potuto portarlo un po’ in giro per il sud. Ovviamente il boom del film アマルフィ (Amalfi) in Giappone sta mietendo le sue “vittime” e anche il mio amico, come tanti giapponesi, ha voluto visitare la Repubblica Marinara.
Ovviamente, essendo andati ad Amalfi, non potevo non portarlo anche a Positano. Ci teneva molto a visitare anche Alberobello e Matera, quindi siamo stati anche lì.
L’aspetto della visita da me ricevuta che ai lettori del blog può interessare di più è l’aspetto “comunicazione”. Ebbene, anche se lui non parla ne Italiano ne Inglese, abbiamo comunicato abbastanza tranquillamente. Il mio vocabolario ancora limitato ha posto qualche limite, ma alla fine abbiamo parlato un po’ di tutto nel corso dei quattro giorni.
Lui mi ha fatto molti complimenti per il mio Giapponese (il che è male… molto male) ed è rimasto sorpreso dai progressi fatti in due mesi e mezzo (infatti ci eravamo incontrati a maggio).

Per il resto lo studio prosegue come al solito. Purtroppo però in questi ultimi tempi ho letto poco e ho aggiunto poche frasi in Anki. Conto di rimediare in autunno, quando i ritmi della vita quotidiana torneranno alla normalità. Ho un anno di tempo per raggiungere il traguardo, ad agosto dell’anno prossimo me ne vado in Giappone (dopo di che conto di iniziare l’avventura ACATT, All Chinese All The Time).

Parlando di numeri, i kanji in Anki sono 1845, 100 in più dell’aggiornamento precedente. I 常用漢字 sono 1568, l’80.6% del totale e 59 in più rispetto all’aggiornamento precedente. Purtroppo, in un due mesi e 10 giorni circa, i kanji sono aumentati solo di 100. Questo un po’ perché ho aggiunto meno frasi del solito in Anki (e ho letto poco), un po’ perché i kanji sconosciuti sono sempre meno e sono ovviamente quelli più rari che non incontro mai nel quotidiano.
Le ore di ascolto tra attive e passive sono 4986, senza contare le chiacchierate fatte con l’amico giapponese. Tra oggi e domani supererò le 5000, un’altra piccola soddisfazione.

Continuo a guardare imperterrito anche i dorama. Sto seguendo Buzzer Beat, Ninkyo Helper, Koishite Akuma, Orthros no inu e Saru Lock. Ninkyo helper è carino, soprattutto se vi piacciono gli yakuza e il “nudista“ 草彅剛 (Tsuyoshi Kusanagi). Orthros no inu lo trovo molto avvincente e con un’atmosfera particolare (un po’ gotica). Se volete ridere in maniera poco impegnativa, lo “scemissimo” Saru lock fa per voi.

I progressi continuano e il test “visita dal Giappone” credo di averlo passato abbastanza brillantemene. Per che mi ha visto dall’esterno e non parla il Giapponese (parenti e amici) sono decisamente fluente (“… ohh ma capisce anche quando parlano veloce …” – “… ohh ma ha preso anche la cadenza come i Giapponesi …” <– qui si riferivano all’相槌 ^__^). Per me che so come dovrei parlare, ancora non sono fluente come vorrei essere, ma decisamente me la cavo. In sostanza il metodo che sto seguendo sta funzionando e ne ho avuto la prova. Al momento credo di essere da qualche parte intorno al JLPT 2.

Beh, credo non ci sia altro da dire.
Alla prossima!

ラングアジーズ – Languageez

Pubblicato da: 歩夢 su: 8 luglio 2009

Un breve post solo per annunciare che ho aperto un piccolo tumblelog scritto quasi interamente in Giapponese. Nel tumblelog scriverò un po’ quello che capita. Linguistica, arte, vino e Giapponese saranno in ogni caso gli argomenti predominanti.

L’ho fatto unicamente per divertimento e senza pretesa alcuna. L’unica cosa che vi raccomando è di non usare quello che scrivo io per imparare il Giapponese, soltanto perché potrebbero esserci errori.

Il link è http://languageez.tumblr.com/

Diario di Giapponese – 13

Pubblicato da: 歩夢 su: 2 luglio 2009

Questo mese è andato a fasi alterne. Ho letto molto all’inizio del mese e poco nell’ultima decina di giorni. Il motivo suppongo sia la stanchezza, visto che ho iniziato a fare un po’ di sport dopo anni di sedentarietà (so messo proprio male!). Adesso che mi sto abituando ai nuovi ritmi, incomincio a riprendere appieno le mie facoltà intellettive.

Citiamo subito le varie statistiche: i kanji sono arrivati a 1745, 119 in più rispetto al mese scorso. Di questi 1509 sono 常用漢字, il 77,6%. Saprete senz’altro che tra poco più di un anno sarà ufficiale la lista dei nuovi 常用漢字 (che cambieranno anche nome). Qualche kanji sarà tolto dalla lista attuale e altri 190 caratteri saranno aggiunti. Bene, io di quei 190 ne conosco già 79, il 41,4%.

Le ore di ascolto attive e passive sono 4200. In questo mese ho passato la soglia delle 4000 ore, una piccola soddisfazione, anche se le 10000 sono ancora lontane e non sono nemmeno a metà strada. Chi mi segue su Twitter ha avuto in diretta la notizia del grande traguardo ^__^.

Continuo anche a guardare i dorama. Quelli primaverili sono finiti e adesso iniziano quelli estivi. Ho gradito molto Konkatsu!, molto kawaii e sdolcinato. Ho seguito anche Yukemuri Snaiper, dorama decisamente destinato ad un pubblico maschile e adulto, ma non ho disdegnato affatto le giapponesine nude che si vedono nelle varie puntate (cosa estremamente rara nei dorama) ^__^;.

Parlare dei progressi mi viene un po’ difficile. Di certo ci sono, ma adesso è più difficile quantificarli. Di certo mi rendo conto che le parole che cerco sul vocabolario sono sempre più rare nelle conversazioni quotidiane. Adesso conosco parole tipo ipotalamo, cornea, sistema nervoso simpatico ecc.

Preciso comunque che ancora non riesco a leggere qualsiasi cosa agevolmente senza vocabolario. I manga in linea di massima sono diventati un piacere, i romanzi e la saggistica ancora mi creano problemi.

Questo aggiornamento è stato piuttosto rapido, ma altro da dire non c’è.

Alla prossima!

Tenso, il vostro indirizzo in Giappone

Pubblicato da: 歩夢 su: 23 giugno 2009

Purtroppo non è sempre facile acquistare in Giappone. Le spese di spedizione sono alte e i siti di e-commerce non sempre sono ben forniti e, quando lo sono, non spediscono all’estero.

Tra il migliori siti di e-commerce che vendono prodotto asiatici, c’è il noto YesAsia, basato ad HongKong, che spedisce gratis in tutto il mondo. Questo è uno di quei siti che quando lo vedi pensi “woow, gratis! è la risorsa definitiva!”, e per molti versi lo è davvero. Tuttavia non è privo di difetti. Il catalogo non è sempre ben fornito e a volte per reperire alcuni prodotti ci mette moltissimo tempo, specialmente per i prodotti giapponesi che sono raramente in stock (io ho aspettato fino a un mese solo perché la spedizione partisse, poi ci mette due settimane per arrivare in Italia).

Il vero sito principe per gli acquisti online resta amazon.co.jp. Il catalogo è certamente il più fornito e ci trovate davvero di tutto. Dai libri ai film, dai videogames ai cosmetici, su Amazon c’è tutto. Anche questo sito non è però privo di difetti. Amazon non spedisce all’estero alcuni prodotti audiovisivi (il nostro pane quotidiano), tra i quali i videogames. Inoltre, per l’estero prevede solo la spedizione tramite il velocissimo servizio urgente di FedEx. FedEx è sempre una garanzia per la rapidità e la qualità generale del servizio, ma è anche uno dei metodi di spedizione più costosi. Generalmente si finisce per spendere più per la spedizione che non per i prodotti acquistati, senza contare che, a differenza della dogana gestita dalle Poste, FedEx fa i calcoli in maniera molto precisa e addebita sempre l’IVA al 20% (gaaaann!!!).

Qual è quindi la soluzione? Il servizio Tenso.com, un’azienda basata a Tokyo che non fa altro che ricevere il pacchi per voi per poi rispedirli tramite EMS.

In pratica Tenso è il vostro indirizzo giapponese. Si, perché quando vi iscrivete al sito, vi viene assegnato un vero indirizzo postale giapponese da utilizzare quando si fanno gli ordini online.

Il procedimento è molto semplice. Quando si fa un ordine (ad esempio su Amazon, ma qualsiasi sito va bene), si richiede la spedizione all’indirizzo assegnato da Tenso. Nel giro di qualche giorno il pacco arriverà ai ragazzi di Tenso che lo apriranno, controlleranno che non si siano prodotti pericolosi o illegali e rifaranno per benino il pacco. A questo punto vi informeranno che c’è una spedizione pronta per voi e vi chiederanno di saldare quanto dovuto. Appena avrete pagato, il vostro pacco partirà tramite EMS (che per chi non lo sapesse, in Italia è gestito dalle Poste Italiane).

Il vantaggio di tutto questo sta non solo nell’economicità, infatti EMS è piuttosto economico pur restando veloce, ma anche nel fatto che tramite Tenso potrete farvi spedire prodotti che alcuni siti normalmente non spediscono all’estero (vedi Amazon con i videogames). L’importante è che non siano prodotti di cui è vietata l’esportazione dal Giappone o che per le leggi antiterrorismo non si possano trasportare.

Quando chiederete la spedizione tramite Tenso, attenzione ad indicare come indirizzo di spedizione quello di Tenso e come indirizzo di fatturazione quello dell’intestatario della carta di credito con cui pagate, altrimenti potreste avere qualche problemino (qualcuno dei miei lettori forse ora ha le orecchie che fischiano, vero? ^__^ ndr)(la persona a cui mi riferisco sa chi è ^__^ ndr).

Non credo che ci sia altro da aggiungere se non “buono shopping in Giappone!”.

Libro: “Goth” di 乙一

Pubblicato da: 歩夢 su: 4 giugno 2009

GOTH 夜の章GOTH 僕の章

Da oggi inizierò a scrivere qualche recensione di libri che leggo (ovviamente in Giapponese). Lo faccio principalmente per consigliarvi qualcosa da leggere, ma anche perché se comprate tramite i link che inserisco, io guadagno qualche commissione che posso rispendere in altri libri (^__^).

Veniamo a noi.

Il libro in questione, come si può intuire dal titolo Goth, è un romanzo gotico. In realtà non è un vero e proprio romanzo, piuttosto è una collezione di racconti, tutti resoconti delle esperienze di un ragazzo delle superiori dalla personalità un po’ “particolare”. Il giovane ha uno spiccato intuito per le indagini e assieme a 森野夜 (もりのよる), sua compagna di classe, si ritrova a risolvere diversi casi di omicidio perpetrati da serial killer. Ciò che rende inquietanti  (e gotici) questi racconti, è il punto di vista dei due adolescenti che sono a dir poco affascinati dalle figure di questi serial killer.

I due ragazzi hanno entrambi personalità disturbate, ma se Morino Yoru è taciturna e tende ad isolarsi, il ragazzo è apparentemente socievole e simpatico. Però, per sua stessa ammissione si tratta solo di una recita per “oliare” le relazioni sociali. I suoi reali interessi sono ben altri.

La relazione tra i due nasce quando Morino, avendo capito la reale indole del ragazzo, gli chiede di insegnarle a fingere come fa lui.

La voce narrante dei racconti è proprio quella del protagonista, si può quindi immaginare come il senso di perversione che pervade l’opera sia non solo descritto ma in qualche modo trasmesso al lettore.

I libro non è proprio per tutti. Sicuramente è destinato ad un pubblico di adulti, ma che non siano troppo facilmente impressionabili. Le descrizioni di Otsuichi (al secolo 安達 寛高) indulgono molto spesso in particolari macabri e raccapriccianti. Sicuramente un buon allenamento per chi volesse imparare il glossario anatomico Giapponese.

Inoltre il livello di perversione dei protagonisti, che sono dei perfetti antieroi, viene presentato in maniera talmente naturale da mettere a disagio il lettore.

Il livello del Giapponese è ovviamente alto, essendo un’opera letteraria destinata ad un pubblico di nativi giapponesi.  Questo però non vuol dire che sia molto difficile. L’idioletto di Otsuichi è sempre lineare ed elegante.

Il tema poi si presta anche a giochi linguistici che si possono apprezzare solo leggendo il libro in lingua originale. Ad esempio il nome 森野夜 si legge come 森の夜 che tradotto significa “foresta di notte”, un po’ a rispecchiare la personalità oscura e impenetrabile della ragazza.

Nel complesso è certamente una lettura piacevole di un noto autore del panorama nipponico. Come ho già scritto, non è per tutti, ma è sicuramente consigliabile.

Dal romanzo sono stati tratti anche l’omonimo manga ed un film.

Attenzione, il romanzo è in due volumi.

Una nota

In questo blog si fa largo uso di caratteri tipografici dell'Asia orientale, in particolare Giapponese e Cinese. Consiglio vivamente di installare il relativo supporto nelle preferenze internazionali del sistema operativo.

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Acronimi

Negli articoli di questo sito, per praticità, utilizzo una serie di acronimi. Questo è un elenco dei significati.

  • ADOAJG - A Dictionary of Advanced Japanese Grammar
  • ADOBJG - A Dictionary of Basic Japanese Grammar
  • ADOIJG - A Dictionary of Intermediate Japanese Grammar
  • AJATT - All Japanese All The Time
  • KO(1/2) - 2001.Kanji.Odyssey (vol. 1 e 2)
  • RTK - Remembering The Kanji

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