Libro: Living Japanese – 生きた日本語

by Davide Petilli on September 29, 2011

Trovare materiale per studenti che si possa integrare bene nel metodo AJATT non è facile. Purtroppo la maggior parte dei prodotti sono grammatiche nel senso più tradizionale del termine o corsi alla fine dei quali si conosceranno solo una manciata di frasi di uso comune (mi viene in mente il nuovo corso di Cinese della DeAgostini che si vende in edicola assieme ai cugini Inglese, Francese e Spagnolo).
Di tanto in tanto, però, ci si imbatte in qualche perla.

Nella mia avventura col Giapponese ho sempre notato che c’è una grande differenza tra il linguaggio “sceneggiato” e il linguaggio reale. Mi sono sempre chiesto come mai riuscissi a capire perfettamente i dorama e le news ma non alcuni podcast o programmi televisivi. La spiegazione è che esiste un linguaggio “sceneggiato”, in pratica discorsi preparati e poi letti, e un linguaggio naturale e spontaneo, pieno di frasi lasciate a metà espressioni contorte, parole di riempimento ecc.
In pratica, quando un giornalista legge le news o un attore recita in un dorama, sa perfettamente quello che deve dire e lo dice senza esitazioni, usando un linguaggio pulito e chiaro. Il contrario avviene quando si parla “a braccio”, ovvero la persona che parla sta contemporaneamente pensando a quello che deve dire. In questo caso, seguire il discorso diventa molto più difficile per un non nativo.

Spesso mi capita di munirmi degli script o dei sottotitoli dei dorama e di usarli come fonte di studio: cerco le parole che non capisco, faccio shadowing, aggiungo frasi all’SRS ecc. Il problema è che le trascrizioni si trovano solo per i testi per cui esiste una sceneggiatura. Non sono mai riuscito a trovare dei testi in giapponese naturale trascritti. Questo fino a quando non ho trovato questo libro.

Living Japanese di Karen Colligan-Taylor è davvero ben fatto. La struttura del DVD non potrebbe essere più semplice: ogni capitolo è dedicato a un tema attorno al quale si svolgono delle interviste a nativi giapponesi. Sul libro ci sono i trascritti, parola per parola, di tutto quello che dicono.
I capitoli sono 20 e trattano dei temi più vari: dalla casa giapponese alla struttura familiare, dall’agricoltura biologica ad anime e manga, dal kendo alla dottrina zen ecc.

Il linguaggio usato è molto naturale e quasi sempre un po’ orientato al lato formale del Giapponese (salvo alcuni intervistati). Il vocabolario è ricco sia di parole di uso quotidiano, sia di vocaboli meno usati ma che tutti i giapponesi conoscono (e anche noi dovremmo) legati alla cultura nipponica. Mi riferisco a vocaboli relativi allo zen, alle componenti tradizionali della casa giapponese ecc.

I testi non sono tradotti e c’è solo un piccolo glossario alla fine di ogni capitolo (che può essere saltato a pie’ pari). Questo rende il libro molto adatto al metodo AJATT; sicuramente è il libro per studenti che più si adatta al metodo di studio che io uso.

Come preciso sempre, per l’acquisizione delle lingue in maniera naturale non è necessario dotarsi di libri per studenti e Living Japanese non fa eccezione in questo. Però questo libro/DVD potrebbe essere tranquillamente rivolto a nativi giapponesi (magari non molto ferrati sulla loro cultura ^_^) e la presenza delle trascrizioni è davvero impagabile.
Devo dire che il prezzo è un po’ alto, ma non posso che consigliarlo, soprattutto a chi cerca un anello di congiunzione tra i materiali per studenti e il giapponese “reale”.

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Libro: Making Sense of Japanese

by Davide Petilli on July 27, 2011

Oggi vorrei segnalare un buon libro per tutti gli studenti di Giapponese.

Come ho detto più volte, non sono un grande fan dei metodi tradizionali di studio, ma questo libro di Jay Rubin è davvero ben fatto e non posso non segnalarlo. Il libro è Making Sense of Japanese: What the Textbooks Dont Tell You e ovviamente è in Inglese (ma non è un problema, vero?).

Partiamo dall’unico difetto che ho riscontrato: nel suo libro, Jay Rubin sembra avere un odio per la scrittura giapponese, infatti tutti gli esempi sono scritti in romaji. La logica di questo approccio sta nel fatto che il libro è rivolto sia a principianti che a studenti avanzati e, col romaji, chiunque dovrebbe essere in grado di leggere gli esempi. Peccato però che la difficoltà degli esempi presentati sia elevata. Rubin tende a usare passaggi più o meno lunghi estratti da autori di letteratura come Haruki Murakami, non certo di immediata comprensione per un principiante. Oltretutto, le persone in grado di leggerli presumo possano leggere quantomeno i kana, quindi l’uso del romaji perde di significato (se mai possa averne uno). L’uso del romaji, poi, rende la comprensione difficile anche a chi normalmente autori come Murakami li legge in lingua originale (il sottoscritto).

Detto questo, posso affermare che il contenuto del libro è, come direbbero gli anglofoni, rock solid. Rubin spiega alcuni concetti fondamentali del Giapponese che non vengono mai trattati nei libri di grammatica e che non sempre sono facili da capire.
Devo dire che leggendolo da “studente” avanzato, molte cose mi sono sembrate ovvie. Per questo devo ringraziare il metodo AJATT che mi ha permesso di acquisire un senso della lingua che il semplice studio della grammatica non mi avrebbe permesso di sviluppare. Tuttavia, leggere qual è la logica che c’è dietro tanti sentence pattern che capisco e uso intuitivamente è stato piacevole.
Per un principiante il libro si rivela utile perché aiuta a capire immediatamente il senso di alcune idiosincrasie che si farebbe molta più fatica a capire da soli. Cose del tipo: perché 分かる vuole が? Oppure, quali sono le reali differenze tra ので, から, わけだ ecc.?

Il capitolo che, anche da “studente” avanzato, mi è piaciuto di più è quello relativo alla differenza tra は e が. Chiaramente, al mio livello non ho problemi a distinguere  le due particelle e non ho bisogno di una guida per capirne le differenze, ma alcuni spunti di riflessione proposti da Rubin sono davvero interessanti, come il concetto del zero-pronoun-language (che vi invito a scoprire leggendo il libro).
Al contrario di quello che affermano quasi tutti i libri di grammatica, ad un certo punto Rubin afferma che は non esprime mai il soggetto di una frase. In effetti è vero, e dopo aver letto la sua spiegazione ve ne renderete conto (specialmente se non siete proprio agli inizi e istintivamente lo avete già capito).

Insomma, come ogni libro sulla lingua (e non in lingua), la sua utilità è sempre relativa, ma è certamente uno dei pochi libri del genere che mi sento di consigliare. Preciso che non lo consiglio solo a chi inizia ma anche (forse soprattutto) a chi è a un livello intermedio o avanzato.
Per 12 euro, è un investimento fattibile.

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La meditazione può migliorare l’apprendimento

January 24, 2011

Una leggera meditazione in poche settimane può modificare la struttura del cervello e migliorare l’apprendimento. Questa è la conclusione di uno studio del Massachusetts General Hospital. I ricercatori hanno chiesto ai volontari di meditare quotidianamente trenta minuti per otto settimane. Alla fine del periodo, le immagini del cervello hanno mostrato un aumento della materia grigia [...]

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Ancora sull’ascolto passivo

September 28, 2010

Già in passato ho parlato di studi che confermano l’utilità dell’ascolto passivo, nonostante quello che sostenga qualche “guru” dall’apprendimento delle lingue. Oggi vorrei segnalarvi un articolo apparso su Lifehaker che sostiene l’utilità dell’ascolto passivo. L’articolo fa riferimento a un nuovo studio che si è svolto in questa maniera: hanno fatto svolgere un training di base [...]

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Giappone 08/10 – Sono in Giappone!!

August 17, 2010

Alle 10 ora locale ho finalmente messo piede sul suolo giapponese. L’impatto non è stato dei migliori, mi è sembrato di entrare in un forno a vapore. Ci sono un caldo e un’umidità pazzeschi. Non devo essere un tipo dall’aspetto affidabile visto che il doganiere che mi è capitato ha deciso di ispezionare tutto! Il [...]

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Giappone 08/10 – Si parte!

August 13, 2010

Finalmente ci siamo: sono in partenza per il tanto agognato Giappone. Questo post lo sto scrivendo solo per salutare tutti i lettori e comunicare che la mia regolare attività online riprenderà solo ai primi di settembre. In realtà, la mia idea sarebbe quella di trasformare questo blog in un diario di viaggio per questo periodo, [...]

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Contest: Read More or Die

July 25, 2010

Vorrei segnalarvi un contest di lettura che si terrà ad agosto al quale parteciperò anche io: Read More or Die. Ad agosto andrò in Giappone, quindi non so quanto riuscirò a leggere, ma partecipo lo stesso, augurandomi che il contest sarà ripetuto anche nei mesi a venire. Ho sempre detto che il mio problema è [...]

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Lingue morte, vive o… della terza dimensione!

July 23, 2010

Interessante questa frase, vero? Se non riconoscete la scrittura non preoccupativi, non siete diventati improvvisamente ignoranti. Quella che vedete qui sopra è una frase scritta nella lingua Verdurian e si legge: “Ďitelán mu cum pén veaen er mësan so Sannam” che significa: “Vai avanti in pace per amare e servire il Signore”. Dove si parla [...]

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La doppia personalità dei linguisti

July 20, 2010
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Due ricercatori della Ben-Gurion University e della Bangor University hanno pubblicato un interessante ricerca secondo cui la lingua parlata influenzerebbe il modo di giudicare le altre persone. Spiegato in parole povere: hanno preso un gruppo di arabi fluenti sia in arabo che in ebraico e hanno fatto dei test in cui dovevano associare dei pensieri [...]

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Manga: ホムンクルス (Homunculus)

July 17, 2010
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Come ho già detto più volte, non sono un esperto di manga, quindi le mie recensioni sono sempre finalizzate allo studio della lingua piuttosto che all’opera in se. Ciò non toglie che un giudizio “artistico” posso anche esprimerlo. Nella mia ricerca di manga da leggere, scopro sempre qualche opera particolare. Questa volta mi sono imbattuto in ホムンクルス, [...]

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